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A riveder le stelle: sanità

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Come ho detto altre volte, a livello regionale, la sanità è la cartina di tornasole della politica. Se vuoi giudicare un’amministrazione regionale non puoi che partire dal valutare cosa ha fatto in ambito sanitario, materia di sua esclusiva competenza. Adesso potrei partire con una filippica sul come i vari governi regionali di destra e sinistra hanno gestito questo settore, ma non è quello che oggi mi interessa. Parto quindi col butare giù delle idee che si potrebbero realizzare per migliorare il servizio sanitario. Come infermiere con una ventennale esperienza penso di avere qualche competenza in merito. Idee su cui mi piacerebbe confrontarmi.

Separare ASL da Ospedali

Il sistema di rimborso delle prestazioni sanitaria favorisce le prestazioni ospedaliere (più redditizie) rispetto a quelle territoriali. I direttori generali il cui principale, anzi direi unico, obbiettivo è quello di far quadrare i bilanci concentrano le risorse verso quelle prestazioni più remunerative, lasciando i servizi territoriali senza risorse.

Dividere la gestione tra asl e ospedali diventa quindi importante per puntare sui servizi territoriali (assistenza domiciliare, prevenzione, controllo) in grado di far risparmiare ingenti risorse economiche oltre ad offrire una risposta sanitaria di maggior qualità ed efficacia.

La questione dei rimborsi andrebbe altresì affrontata partendo dal rivedere compeltamente il concetto di azienda sanitaria, ma questo attiene alle competenza nazionali.

Istituire gli studi associati medico-infermieristici.

Il noto medico di famiglia è anacronistico. La medicina di oggi sempre più specialistica rende il medico condotto che da solo con la sua valigetta visita e cura un paradosso senza giustificazione. Tant’è che ormai si sono ridotti a fare da scribacchini compilando ricette e certificati vari, mentre gli utenti fanno ore di attesa per avere un pezzetto di carta che li rimanda ad un altro medico o struttura sanitaria dove li aspetta una altra estenuante attesa.

Bisogna quindi andare verso degli studi dove possano essere già erogate le prestazioni di base: medicazioni, elettrocardiogramma, prelievi ematici ed anche visite specialistiche. Studi dove oltre al proprio medico di famiglia vi sia un infermiere e con periodicità settimanale gli specialisti più richiesti (cardiologo, psicologo, geriatra, ecc).

Questi studi dovranno anche occuparsi di organizzare eventuali accertamenti specialistici. Mi spiego se viene richiesta la tac sarà lo studio a prendere direttamente i contatti con la struttura che devo erogare la prestazione e con lo specialista che la deve eseguire, provvedere alla prenotazione e, se necessario, al trasporto col mezzo più idoneo. I prelievi ematici invece devono essere fatti tutti presso lo studio che provvederà poi all’invio presso il laboratorio, mentre per coloro che hanno difficoltà motorie il prelievo deve essere svolto al domicilio.

Informatizzazione del sistema sanitario e istituzione della cartella clinica elettronica memorizzabile sulla tessera sanitaria. Tutte le strutture sanitarie e studi medici devono essere dotati degli strumenti per leggere i dati memorizzati sulla tessera sanitaria (un semplice lettore tipo qullo dei bancomat)

Potenziamento dell’assistenza socio sanitaria domiciliare. Molti dei ricoveri che si fanno, in particolare negli ospedali medio piccoli, possono essere gestiti al domicilio con abbattimento dei costi, una maggiore efficacia delle cure ed un maggior gradimento da parte dei cittadini.

Passare la guardia medica sotto il coordinamento del 118. Non solo il cittadino potrà richiedere il servizio tramite un numero gratuto ma potrà richiederlo anche quando la guardia medica è fuori dal suo studio per visite.

Diffusione dei defibrillatori semiautomatici sul territorio e campagna formativa sull’utilizzo degli stessi partendo da tutti gli studenti delle scuole medie e superiori.

Aumento del 25% dei posti letto delle terapie intensiva (rianimazione, unità coronariche, terapie intesnive neonatali, ecc)

Crezione di un sistema informativo per il controllo dei posti letto in particolare di quelli di terapia intensiva. Tale sistema deve essere accessibile al 118 e dare informazioni sulla reale situazione al fine di indivuduare in pochi secondi la disponibilità degli stessi. Ad oggi quando si cerca un posto in rianimazione si passano un paio di ore al telefono.

I pronto soccorso devono essere in grado di erogare le prestazioni diagnostiche e di cura di base (pronto soccorso come esistono oggi non in grado di effettuare neanche una semplice radiografia sono una vergogna di cui la politica ed anche i sanitari dovrebbero assumersene le responsabilità). Ogni pronto soccorso deve essere dotato di una area di osservazione da 24-48 ore max con almeno 10 posti letto e personale dedicato.

Porre un limite ai compensi dei direttori generali(150 mila euro lorde all’anno), sanitari ed amministrativi (120 mila euro lorde all’anno) delle aziende sanitarie .