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apr
23

Il suicidio come pratica di eutanasia

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Nella strafottenza politica che governa il BelPaese, l’ennesima tuonata di culo del preside Monti: «La crisi ha anche un costo umano e, in Grecia, i gravissimi errori commessi nella gestione della politica economica hanno portato oltre 1.700 persone a togliersi la vita per la disperazione».

Lo ha detto il becchino Mario Monti spiegando che il suo governo – ricordiamolo, quello che ha tagliato le pensioni di anzianità, che ha avallato i licenziamenti per motivi economici sotterrando i diritti di migliaia di lavoratori, che ha riesumato l’IMU (ex Ici) facendola pagare alle Case di riposo e non alle Fondazioni bancarie, che eleverà il carico fiscale dell’Iva al 23%, che ha contribuito senza vergogna a foraggiare le banche ripristinando le commissioni a carico dei correntisti, che ha aumentato le accise sulla benzina che presto toccherà i 2 euro a litro, che farà pagare i ticket sanitari per gli esami diagnostici ai disoccupati e ai familiari a carico di chi guadagna meno di 8.263 (l’ex esponente della Banca Mondiale, Elsa Fornero ha parlato di refuso assicurando che «ci sarà una proposta emendamentiva da presentare durante l’iter parlamentare del ddl di riforma del mercato del lavoro» per eliminare l’errore) e che non ha ancora scucito un solo centesimo dalle dorate tasche della partitocrazia ladrona – pur nelle difficoltà, lavora per evitare che l’Italia cada nello stesso baratro.

In Grecia, aggiunge Monti, sono stati compiuti nella gestione dei conti pubblici «gravissimi errori, molto più che in Italia» e ad oggi si stimano «1.725 suicidi».

Per la cronaca nel 2010 il tasso di suicidi in Grecia è aumentato del 18%, nel 2011 ad Atene del 25%. Ma questa frase sconcertante è stata l’ultima ad essere pronunciata dal carnefice Monti, portato alla glorificazione dai servili media mainstream e dalla politica cialtrona, nel disinteresse degli onorevoli ladroni e della corruzione che dilaga ogni giorno senza che nuovi scandali e nuove ruberie non vadano ad allungare l’interminabile catena di inchieste giudiziarie che coinvolgono oramai l’intero sistema istituzionale, politico e amministrativo, che al suicidio dall’esasperarsi della crisi sociale, risponde con la pelosa indignazione di chi ha la pancia piena e il culo ben piazzato su comode poltrone.

In Italia, il suicidio, inteso come pratica di eutanasia, è divenuto pratica dello Stato con il benestare del governo della macelleria sociale e dei loro onorevoli aguzzini che lo sostengono. Sarà forse un caso che i beccamorti del Fondo Mortuario Internazionale si siano rivoltati perchè i cittadini si ostinano a vivere troppo a lungo e ciò è un pesante fardello per le casse dello Stato? Le casse da morto, sempre per la cronaca.