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Ancora una città fantasma

Il 6 aprile del 2009 le immagini della Casa dello Studente, la chiesa delle Anime Sante in piazza Duomo, il crollo del Palazzo del Governo… fanno subito il giro del mondo. Trecentonove vittime.

Messaggini, trasmissioni, canzoni, concerti… parte la gara di solidarietà tipica degli italiani, e non solo, di fronte ai disastri naturali.

Presidente del Consiglio, Capo della Protezione Civile, Presidente del Consiglio, Papa, Presidente del Consiglio, Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio… la passerella post sisma dove la presenza di Berlusconi sembra una candidatura per vincere un guinness dei primati.

Tendopoli, alberghi al mare o in montagna, amici ospitano le decine di migliaia di sfollati.

Intanto arrivano soldi a pioggia, non dal Governo, loro hanno stanziato per la ricostruzione 800 milioni di euro, ma da altri Stati, da associazioni, singoli individui.

L’Aquila più bella di prima, L’Aquila com’era prima, L’Aquila ricostruita… tendopoli fino a novembre e poi la costruzione di New Town, diciannove nuovi quartieri e così finiscono i soldi pubblici stanziati.

Camorra, ‘ndrangheta, mafia si manifestano in città, vincono gare d’appalto, hanno prestanome.

Le intercettazioni, le proteste, i processi, le difese: nessuno chiede scusa, nessuno si dimette.

Con fatica e qualche raccomandazione si riparano le case con danni leggeri, mentre, a distanza di tre anni, i progetti per la riparazione delle abitazioni classificate E, quindi inagibili, trovano ancora bocciature burocratiche.

Imu per le case inagibili, affitto per le case delle New Town che sono in comodato d’uso finché non si torna nelle proprie, una serie di gatte da pelare, ora per l’attuale sindaco, poi per il futuro.

Un rimpallo di responsabilità fra sindaco, presidente della regione e commissari, il tutto ritarda la famosa ricostruzione ed è un’ottima giustificazione per non far capire che soldi non ce ne sono. Gli esasperati hanno venduto le loro macerie agli stessi enti che avrebbero dovuto occuparsi della ricostruzione.

Un miliardo di euro messo a disposizione dall’Inail bloccato per mancanza di progettualità, ma in realtà significherebbe avere gli occhi puntati addosso di qualcuno che veglia e diventerebbe difficile dirottare soldi al comune che amministra il sindaco Caio o Tizio.

Nuove costruzioni più o meno discutibili come l’auditorium al parco del Castello. La politica ha deciso che ci dev’essere un auditorium, perché non si può fare una figuraccia con la provincia di Trento che lo finanzia e, come si legge dal cartello dei lavori: impresa, ingegnere, geometra.. trentatre trentini e gli aquilani in cassa integrazione o peggio disoccupati.

6 aprile 2012 L’Aquila è ancora una città fantasma!

Samanta Di Persio

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