iapra li  uecchie

Menu

Indovina chi è il demagogo

Oggi ho risposto punto su punto ad una serie di critiche che un certo Michele Lorusso, segretario cittadino di SEL ad Andria, ha mosso nei confronti di Zero Privilegi Puglia adducendoli quali motivi per non sottoscrivere la proposta. Lascio a voi eventuali giudizi e considerazioni. Dopo le mia risposta il post che ha dato origine a tutto con link al sito ufficiale. Naturalmente il Signor Michele Lorusso  è libero di commentare, qui non si censura nessuno neanche per pochi minuti. Buona lettura

Egregio signor Lorusso a parte l’utilizzo del termine “grillini” che utilizzato dai sellini di vendola è una cosa che mi diverte sempre vorrei fare alcune considerazioni e darle anche qualche informazione che evidentemente le manca sulle osservazioni che lei ha fatto in merito alla proposta di legge regionale di inziativa popolare nota come Zero Privilegi Puglia.
Iniziamo dalla questione ammissiblità. Potrei anche spiegarle il perchè ciò che lei afferma è profondamente errato andando persino nei minimi dettagli della questione, ma mi limito ad informarla che la Regione Puglia su questo aspetto si è già espressa e positivamente. Contrariamente la raccolta firme non sarebbe potuta iniziare. Le dirò di più: non solo è stata definita ammissibile, ma anche proponibile. Già perchè per Zero Privilegi Puglia, non era mai successo prima per altre iniziative popolari, dopo aver ricevuto il positivo parere di ammissibilità l’ufficio di Presidenza ha chiesto anche il parere di proponibilità. Come se una proposta ammissibile potesse avere un qualche recondito motivo per non poter essere proposta. Comunque sia anche questo secondo parere è risultato positivo e l’unico effetto, forse anche voluto, è stato quello di rimandare la raccolta firme al 2012 che sarebbe potuta invece partire già nel Dicembre 2011. Forse lei ha nozioni e competenze maggiori e più qualificate di coloro deputati ufficialmente ad emettere questi pareri, nel caso le consiglio di rivolgersi al Presidente Introna, che se non erro è un suo compagno di partito, e all’intero ufficio di Presidenza che ha ufficializzato l’ammissibilità della proposta ed ha dato disposizioni affinche si potesse avviare l’iter legislativo che inzia appunto con la relativa raccolta firme.
Assicurazione infortuni. Innanzitutto anche qui un errore perchè il comma 5 bis a cui si fa riferimento nella proposta non recita quanto lei afferma (quello è il comma 5) ma bensì  “L’assicurazione può essere estesa agli ex consiglieri regionali”. Non mi risulta che si proponga di non assicurare i consiglieri in caso di infortunio durante l’esercizio delle loro funzioni, ma semmai di limitarlo a quello e ai soli consiglieri in carica. Come dice lei i datori di lavoro devono assicurare i propri dipendenti all’INAIL ma non certo contro infortuni che avvengono fuori dal contesto di lavoro e non sono obbligati ad assicurare anche gli ex dipendenti. Con la normativa attuale nel ipotetico, ma molto ipotetico, caso che uno di questi assicurati si infortuni nel contrattare con una meretrice avrebbe diritto ad risarcimento grazie ad una assicurazione pagata anche da tutti noi contribuenti, se questo le pare normale io non lo so, le dico che ai nostri occhi risulta assurdo oltre che un privilegio.
Giustizialismo ovvero sospensione del trattamento economico in caso di misure cautelari che impediscono lo svolgimento del mandato. Se il trattamento economico è erogato per svolgere il madato e addirittura buona parte di questo è composto da Diaria per il soggiorno a Bari e rimborsi per i rapporti con l’elettore per quale motivo dovrebbero essere erogati nel caso ci sia un impedimento a svolgere la funzione? Ma lasciamo il campo della politica e andiamo nel mondo dei comuni mortali. Che succede ad un qualsiasi lavoratore sottoposto a misure cautelari che gli impediscano di svolgere la sua attività lavorativa? Quello che prevede la legge per tutti i comuni cittadini ad eccezzione dei politici. Si chiama “Sospensione cautelare in caso di processo penale”, detto in parole spicce a casa senza stipendio sino a quando non si conclude il processo e solo nel caso di assoluzione al lavoratore viene poi, sottolineo poi, erogato esclusivamente lo stipendio base. La presunzione di innocenza non c’entra nulla. Un certo Frisullo, che lei conoscerà bene essendo stato un assessore della 1° Giunta Vendola per tre anni ha potuto incassare lo stipendio pur non potendo espletare il mandato per via delle misure cautelari a cui è stato sotoposto. Un comune cittadino, come le ho già detto, avrebbe avuto un trattamento ben diverso. Lei come definisce tutto questo? Giustizialismo? Noi privilegio.
Sull’ultimo punto quello dell’assegno di fine mandato e del vitalizio emerge in modo evidente la differenza di pensiero tra i partiti come quello di cui lei è parte e il MoVimento 5 stelle. Voi considerate la politica un mestiere con  cui campare, anzi arricchirsi visti l’entità dei denari in campo, mentre noi un servizio alla collettività che si fa per un determinato e non infinito tempo. La scelta di non incidere sui consiglieri in carica è stata dettata dal rischio che la proposta fosse dichiarata inammissible e abbiamo quindi previsto la possibilità della rinucia volontaria al vitalizio che se fatta prima che la legislatura termini è più che possibile visto che il diritto a livello giuridico, come dice lei, non è ancora stato acquisito.
Un ultima informazione: “tutti i comuni mortali” potranno andare in pensione a 67 anni non a 65 come i politici, ne tanto meno a 60 come la legge sui vitalizi ancora oggi prevede.
Infine egregio signor Lorusso, se avessimo voluto essere demagoghi avremmo proposto l’eliminazione dei compensi, cosa che ci chiedono tutte le migliaia di persone che già hanno sottoscritto la nostra proposta. Invece lasciamo i signori consiglieri con uno stipendio mensile netto di quasi 5 mila auro, lei crede che abbiano difficoltà arrivare a fine mese?
La sua scelta di non sottoscivere Zero Privilegi Puglia è legittima e rispettabilissima oltre che comprensibile visto il ruolo che ricopre all’interno di SEL, il partito del secondo presidente di regione più pagato di Italia, ma dopo le motivazioni che ha addotto profondamente errate ed infondate forse è il caso che si interroghi su chi sia in realtà demagogo.
Un cordiale saluto.
Paolo Mariani primo firmatario di Zero Privilegi Puglia.

Ecco perchè non firmerò la proposta (demagogica) Zero Privilegi Puglia.

Il testo sottolineato riguara l’attuale normativa.

Articolo 15 comma 3 (Statuto della Regione Puglia)

L’iniziativa legislativa dei soggetti di cui al presente articolo non è ammessa per la revisione dello Statuto, per leggi in materia tributaria e di bilancio.

Gli art. 1 (Riduzione del cinquanta per cento del trattamento economico dei consiglieri regionali), 2 (Detrazione sulla diaria) e 3 (Rimborso spese di trasporto) della proposta di zero privilegi fanno riferimento all’art. 53 della legge regionale 31 dicembre 2010, n. 19, che riguarda “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2011 e bilancio pluriennale 2011-2013 della Regione Puglia”.

Quindi stando alla norma statutaria questi tre articoli non sono ammissibili.

Bisognava fare riferimento alla legge regionale 27 giugno 2003, n. 8 “Testo unico sulle norme in materia di trattamento economico e previdenziale dei Consiglieri regionali della Puglia” e non alla n.19 del 2010.

Art. 4 (Modifiche all’art. 14 della legge regionale 27 giugno 2003, n. 8.)

Il comma 2 (che così cita: “L’assicurazione copre gli infortuni che i Consiglieri regionali possono subire nel corso del mandato consiliare per cause connesse al loro esercizio e per ogni altra causa”) dell’art. 14 della legge regionale 27 giugno 2003, n. 8 è sostituito dal seguente:

“2. L’assicurazione copre gli infortuni che i Consiglieri regionali possono subire nel corso del mandato consiliare esclusivamente per cause connesse al loro esercizio.”

2. Il comma 5 bis(che così cita: “Gli oneri riguardanti il premio assicurativo sono così ripartiti: 60 per cento a carico del Consigliere regionale, 40 per cento a carico del bilancio del Consiglio regionale”.) dell’art. 14 della legge regionale 27 giugno 2003, n. 8 è abrogato.

Davvero assurdo pensare che la Regione non debba cautelarsi contro gli infortuni “sul lavoro” e farsi carico dei costi (molto ma molto più elevati di una polizza assicurativa) del risarcimento danni derivanti da infortunio. E’ come se un datore di lavoro non pagasse i premi Inail. La cosa più illogica è che rimangono in vigore tutti gli altri commi, tra cui il primo che autorizza L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale a stipulare una polizza cumulativa contro i rischi da infortuni in favore dei Consiglieri regionali per tutta la durata del loro mandato. Seppure il costo dovesse essere tutto a carico del Consigliere, perché la polizza deve essere sottoscritta dal Presidente togliendo la libertà di scelta al consigliere di scegliersi l’assicurazione che più gli garba?

Art.5 (Sostituzione art. 15 della legge regionale 27 Giugno 2003, n. 8.)

Quest’ articolo è frutto del giustizialismo che caratterizza i grillini, perché chiede che ai consiglieri regionali sottoposti dalla Magistratura a misure cautelari tali da impedire l’effettivo esercizio del mandato, il trattamento economico omnicomprensivo è sospeso per l’intero periodo d’impedimento, mentre l’attuale norma prevede una riduzione per l’intero periodo d’impedimento nella seguente misura:

a) 50 per cento dell’indennità di mandato;

b) 70 per cento della diaria;

c) 100 per cento del trattamento accessorio.

Perché sospendere completamente il trattamento economico? Qual è la ratio di questa norma? La presunzione d’innocenza sancita dalla nostra Costituzione dov’è andata a finire?

Art. 6 (Abrogazione dell’istituto dell’assegno vitalizio regionale e dell’assegno di fine mandato.)

Comma 1. A partire dalla X (cioè dalla prossima) legislatura regionale sono abrogati gli istituti dell’assegno vitalizio e dell’assegno di fine mandato di cui alla legge regionale 27 giugno 2003, n. 8.

Quindi non immediatamente,come dice qualcuno, ma a partire dalla prossima legislatura. Ma chi propone sa che questi sono diritti che spettano a ogni lavoratore? Perché a questi dovrebbe essere negato tale diritto?

Possiamo essere d’accordo sull’eccessività dell’ammontare, ma sull’abolizione no.

Infatti, la regione Puglia per quanto riguarda l’assegno di fine mandato ha fissato al 3% dello stipendio il contributo che viene detratto dall’indennità per il fondo destinato a tal fine. Inoltre visto che ogni anno questo apposito capitolo di bilancio del Consiglio presentava un deficit di 4-5 milioni di euro, si è stabilito che l’assegno di fine mandato si matura sino ad un massimo di 20 anni, riducendolo ad una mensilità per anno di consigliatura, superati i quali non si versa più il 3% e non si matura più nulla.

Anche sul vitalizio, la Puglia ha previsto l’abolizione dell’attuale vitalizio, calcolato secondo il sistema retributivo, e viene introdotto il passaggio al sistema contributivo, diritto che matura che matura non più dopo due anni, 6 mesi e 1 giorno di legislatura (ovvero appena 30 dei 60 mesi previsti per un’intera consigliatura) ma 36 mesi. Con un paletto: oggi è possibile riscuotere l’assegno massimo a 60 anni (con aliquota ridotta anche prima), da domani sarà possibile riscuoterlo solo compiuti i 65 anni (come tutti i «comuni mortali»). È stata elevata dal 22 al 25% la quota di contributi che vengono detratti dall’indennità per il fondo destinato a vitalizi e reversibilità.

Comma 2: Per i consiglieri regionali in carica nella IX legislatura o cessati dal mandato entro la IX legislatura si applicano le disposizioni inerenti l’assegno vitalizio e di fine mandato di cui alla legge regionale vigente in materia. I consiglieri in carica nella IX legislatura possono optare per la rinuncia dell’istituto dell’assegno vitalizio e dell’assegno di fine mandato di cui alla Legge Regionale 27 Giugno 2003, n.8.

Comma abbastanza discutibile perché quando si parla di diritti quesiti (come in questo caso), cioè di diritti che una volta entrati nella sfera giuridica di un soggetto sono immutabili, il nostro ordinamento prevede la nullità delle rinunzie e delle transazioni che hanno ad oggetto proprio quei diritti.

Comma 3: Per i consiglieri regionali rieletti nella X legislatura o in legislature successive tale ulteriore esercizio del mandato non produce alcun ulteriore effetto giuridico ed economico rispetto al già maturato in ordine all’assegno vitalizio.

In parole povere quindi il vitalizio rimane per i rieletti. E la parità di trattamento tra gli eletti e i rieletti dov’è andata a finire? Perché i “nuovi” non dovrebbero percepire il vitalizio?

Anche questo articolo, per evidenti violazioni di alcuni importanti principi del nostro ordinamento, non sarebbe accolto

Come non si fa a dire che questa proposta è demagogica e che non produrrà alcun effetto concreto se non quello di dare visibilità al Movimento che la propone?

Fate vobis.

http://michelelorusso87.blogspot.com/2012/02/ecco-perche-non-firmero-la-proposta.html

Categories:   5 stelle, Politica

  • ZPP. va avanti comunque anche senza la o le vostre firme ! Questo lo avevamo messo già in preventivo – e per questo motivo che abbiamo deciso di raccogliere molte più firme di quelle che la regione Puglia ci ha chiesto ! 15.000 Il triplo della Lombardia e Emilia-Romagna !

  • Paolo Mariani

    Egregio Sign Lorusso sulla questione del 5 bis mi permetta di segnalarle un link dove potrà trovare il testo aggiornato, sa ogni tanto le leggi le modificano anche: http://www.consiglio.puglia.it/documentazione/leges/modulo.aspx?id=11157
    Ha pensato ad un errore e che pensa che il testo di ZPP l’abbiamo srotolato dai baci perugina? Ci sono meis di lavoro e contributi di tecnici, come dice il mio caro amico Luigi non siam mica qui a pettinare le bambole.
    Si abbiamo visioni politche differenti evidentemente la sua non si pone alcun problema di fronte al fatto che Venedola prenda più di Presidenti di regioni con il doppio degli abitanti e con un reddito procapite ben più alto.

  • Michele Lorusso

    Egregio Signor Mariani, rispondo alle sue osservazioni.
    Sui primi tre articoli sarà mia premura informarmi e verificare ciò che lei dice.
    Per quanto riguarda il suo secondo commento, nella parte relativa all’assicurazione, se va su Google e digita “LEGGE REGIONALE 27 giugno 2003, n. 8” troverà questa pagina (questo il link: http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=1.htm&anno=xxxiv&num=72) e se scorre fino all’art.14 non troverà alcun comma 5 bis. Pensavo fosse un errore e quindi ho dato per scontato che si riferisse al comma 5 (così come riportato nelle mie “osservazioni”).
    Per il resto, abbiamo visioni politiche differenti e per quanto mi riguarda, le mie restano quelle riportate nel mio blog e per questo non firmerò.
    Cordiali saluti.
    Michele Lorusso.

  • Peppe Cicala

    🙂 Poche idee e molto confuse o cerca di difendere, aggrappandosi sugli specchi, i privilegi della casta?