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Difficile non mollare

Loro non molleranno mai, noi neppure è un bellissimo slogan ma, credetemi, difficile da non mettere mai in dubbio. Ma chi me lo fa fare è una domanda che periodicamente si affaccia nei miei pensieri.

Vivo in un posto fantastico. Il piazzale di casa mia si affaccia sulla valle d’Itria, uno spettacolo. Allevo polli e galline, coltivo l’orto, il frutteto e ulivi secolari da cui ricavo olio, salsa di pomodoro, conserve e molto altro per autoconsumo. Ho persino un lavoro, un posto fisso che non giudico noioso ma sicuramente una fortuna, se non un privilegio, di questi tempi. Perchè non fottersene di questo paese e di come vanno le cose?

Molti con meno di quanto ho io lo fanno, anzi quasi tutti. Sempre pronti a voltare lo sguardo dall’altra parte, sempre pronti a sostenere che tanto non cambia nulla, che il precariato, la disoccupazione, l’inquiamento, la corruzione, la malavita, l’assenza di democrazia e di pari opportunità non siano un loro problema o comunque sono un qualcosa con cui bisogna saper convivere. Facile fottersene, difficile non mollare questo è ovvio. Quello che non lo è e che  a renderti ancor più difficle il tutto ci ritrovi chi non ti aspetti, quelli che come te hanno deciso di ativarsi per far cambiare questo paese, questa società.

Tu passi mesi a studiare leggi, scritte in ostrogoto proprio per non fartele capire, a cercare di organizzare una proposta chiara, completa e comprensibile a tutti. Macini Km per andare a fare riunioni in tutta la regione, anche con 40° gradi all’ombra e quanto piove così tanto che ti pare di non avere i tergicristallo. Vai a confrontarti con gli altri, a mettere insieme informazioni, conoscienze, competenze per coinvolgere quanto più possibile e quante più persone possibili. Fai tutto questo cercando di pensare a tutto ma consapevole che, in quanto persone, si hanno dei limiti, che probabilmente farai degli errori e che per evitarli l’unica cosa sarebbe non fare nulla, sempre ammesso che anche questo non sia di per sé un errore. A tutto questo aggiungi i rapporti con le istituzioni e ancora Km, telefonate, solleciti, attese, carte.

E quando finalmente dopo mesi, 6 per l’esattezza, sei al punto in cui il lavro si concretizza e puoi portarlo in strada tra la gente, tra i cittadini per informarli del problema e della tua proposta ecco che cominciano a spuntare quelli che con 40° gradi all’ombra probabilmente se ne stavano al mare e quando pioveva sui loro comodi divani, che cominciano ad insultarti, a muoverti accuse che non stanno ne in cielo ne in terra. Non esprimo giudizi su questi soggetti, nonostante loro ne abbiano espressi diversi verso il sottoscritto e tutti coloro con cui ho collaborato in questi mesi, ma di discussioni in cui l’insulto gratutito, le accuse fini a se stesse, lo scontro e non il confronto la fanno da padrone ne è già piena la televisione. Programmi inventati proprio per addestrare al tutti contro tutti e sempre contro un qualcuno affinchè chi comanda possa fare il cazzo che gli pare e ti chiedi: ma a chi piaciono queste arene varie perchè non se sta comodo sul proprio divano con lo scettro in mano invece che vestirsi da cittadino attivo?

Provi comunque a dialogarci, cerchi il confronto, un dialogo costruttivo. All’inizio li giustifichi: è l’entusiasmo, la voglia di partecipare e di dire ci siamo. Tra un vaffa ed un altro riescono pure ad evindenziarti dei problemi e ti rendi disponibile a risolverli e a trovare una soluzione insieme  a loro, fai pure delle proposte. E’ bello incontrare nuove energie ma se sono costruttive non distruttive. Ma ancora vaffa, accuse , epiteti  e con fare perenterio un se ne avete le palle venite qua che ne parliamo. A parte che alle palle, che generano insulti e scontri, io preferisco il cervello che invece genera confronto e crescita personale e collettiva mi chiedo per quale motivo dovrei farmi 300 Km per andare a parlare con chi mi ha già mandato più volte a fare in culo. Cittadino con l’elmetto si ma coglione no.

E così il fanculo tutti comincia  bussare sempre più forte ai tuoi pensieri e fai fatica a trattenerlo. Per resistere ti concentri sui tanti che come te si sono macinati Km, col caldo e con la pioggia, coi quali nel rispetto reciproco delle proprie diversità ed opinioni ci si può confrontare, si può crescere e percorrere strade comuni. Poi uno sguardo alle mie figlie ed un pensiero ai loro coetanei e la speranza che anche loro con la sicurezza di un lavoro, un ambiente ed una società pulita possano avere l’opportunità di vivere piuttosto che di sopravvvivere. E il fanculo tutti si allontana, ma con la consapevolezza che prima o poi ritornerà a farsi sentire.

Scusate per lo sfogo.

Categories:   Società/Cultura