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Guarda le stelle: nomine

Il capitolo delle nomine nelle aziende controllate o partecipate da istituzioni pubbliche va affrontato con determinazione e immediatezza. Se, come avviene oggi, tali nomine avvengono in base a convenienze politiche va da se che l’operato del nominato tenderà ad essere a favore della parte politica di riferimento piuttosto che del bene comune. Da qui una malagestione sia economica sia qualitativa nonchè l’alimentazione di quel sistema clientelare che consente alla classe politica in carica di mantenre ed accrescere il proprio potere e dominio sulla popolazione.

Va quindi definito un metodo quanto più trasparente e partecipato possibile in modo da poter selezionare i soggetti più qualificati e competenti piuttosto di quelli più politicamente convenienti. In una Ostuni a 5 stelle si farebbe così.

Alla scadenza di un incarico in un Ente Pubblico o in una Società partecipata dal Comune  per il quale il comune abbia diritto di indicazione del proprio candidato, il Sindaco bandisce apposito concorso per raccogliere le candidature di quanti ritengano di avere titoli e competenze per ricoprire i ruoli indicati. Le regole per la pubblicazione del Bando debbono rispondere ai seguenti criteri:

– uso di mezzi di pubblicazione di ampio e facile accesso, in particolare Internet;

– congrua anticipazione della pubblicazione rispetto alla scadenza del Bando che non può essere prima di tre mesi dalla data della sua apparizione su Internet;

– pubblicazione dei curricula dei candidati con lo stesso strumento di pubblicazione del bando;

Il Sindaco sceglie il candidato da nominare (nel caso di Ente Pubblico) o da indicare all’assemblea (nel caso delle Società di diritto privato) e deve produrre una motivata relazione sulle motivazioni della propria scelta che deve essere anche essa pubblicizzata su Internet.

Il candidato prescelto o la sua organizzazione di provenienza non possono avere avuto rapporti di affari significativi con la struttura pubblica per la quale si candida nei 3 anni precedenti la nomina. I criteri quantitativi che determinano il livello limite dei rapporti d’affari significativi debbono essere esplicitati nel bando.

Il Comune non può indicare il Direttore Generale, un Consigliere, il Presidente, l’A.D. o un membro del Collegio Sindacale di un ente partecipato, o nominare per cariche direttive in un Ente Pubblico afferente al Comune, chi negli ultimi 5 anni abbia lavorato in una associazione di categoria o sia stato a rappresentante di interessi di categoria o abbia fatto di mestiere attività politica nell’ambito di partiti e/o movimenti organizzati o si sia candidato in liste politiche.

Il Comune non può proporre il Direttore Generale, un Consigliere, il Presidente, l’AD o un membro del Collegio Sindacale di un ente partecipato, o nominare per cariche direttive in un Ente Pubblico afferente al Comune, chi ha altro incarico nella stesso o in altra struttura afferente al Comune o partecipata dallo stesso, o l’abbia avuta nei cinque anni precedenti.

Non è candidabile chi ha una condanna anche in primo grado.

Un nominato non può essere contemporaneamente dipendente o dirigente in più di un Ente o di una Società partecipata del Comune. La sua remunerazione deve essere congrua con le retribuzioni praticate ai dipendenti della struttura nella quale opera (ad esempio non deve essere più di 5 volte la retribuzione più bassa praticata per i dipendenti).

Se i criteri di esclusione si determinano in un momento successivo alla nomina essi configurano una incompatibilità che produce la decadenza immediata dall’incarico.

Il sindaco ha il compito di svolgere attività di controllo dell’operato dei nominati e di verificarne i risultati raggiunti. Il sindaco si assume la responsabilità oggettiva delle performance dei candidati da lui proposti.

Categories:   5 stelle, Politica