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Non tutto il male viene per nuocere

Il 2011, che oggi ci acingiamo a salutare per sempre, ci ha portato nei suoi ultimi colpi di coda l’amico dei banchieri Monti per riportarci tutti sulla strada dell’equità e della sobrietà. Una strada lastricata di tasse, austerità e sacrifici per tutte le persone oneste che col loro lavoro hanno faticosamente e silenziosamente fatto grande questo paese. Tra le varie scellerate norme adottate ce ne è una che non si può che vedere con favore: i tagli ai finanziamenti ai giornali. Per carità, anche in questo caso si poteva fare meglio, abolirli completamente ad esempio, ma non si può non gioire di fronte a questa scelta.

Più volte da questo blog ho evidenziato quanto l’informazione sia responsabile della deprimente situazione politica ed economica del paese. Se la maggior parte degli Italiani hanno subito e sopportato tutto quello che è successo negli ultimi vent’anni e se, nonostante tutto, hanno continuato a votare sempre gli stessi partiti e mantenuto al potere sempre le stesse persone è proprio grazie ai mezzi d’informazione che tutto hanno fatto fuorché informare i cittadini di quale fosse realmente la situazione e di quanto i politici, sempre in tv e sui giornali a diffondere i loro proclami, li prendessero per il culo.

Qualche esempio? C’è stato un qualche giornale che ha informato i cittadini su quali siano gli effetti sanitari ed economici degli inceneritori voluti sia dalla destra che dalla sinistra e da confindustria? C’è stato un qualche giornale che ha messo in evidenza l’assoluta incongruenza tra quello che gli esponenti politici annunciavano e i loro voti e le loro proposte in parlamento e nelle varie regioni? Quanti sanno che il famoso scudo fiscale, sul quale si sono scontrati per mesi nei salotti televisivi, è stato approvato grazie all’assenza in aula di numerosi esponenti della così detta opposizione (PD e UDC in particolare)? Stessa cosa se ci spostiamo in ambito economico. Grillo parlava del rischio fallimento della Parmalat anni prima che si verificasse. Un preveggente o semplicemente uno informato che aveva la libertà di parlare? E se qualche giornale, in un ritrovato senso del dovere, avesse informato i cittadini quanti avrebbero evitato di cadere in quella trappola e di perdere i risparmi di una vita? E l’enorme debito pubblico e la crisi economica che sino a qualche mese fa non esisteva sui giornali? Potrei continuare con esempi del genere per molto ancora parlando della Marcegaglia, di Vendola e anche di Monti dipinto dai media come un sant’uomo, un messia sceso in Italia per salvarci dai nostri peccati.

In Italia i giornali, nel vero senso del termine, non esistono. Esistono gli organi di stampa di partiti e poteri economici che invece di fare informazione fanno propaganda. Occultano notizie che possono nuocere alla loro parte, ma anche quelle che possono nuocere eccessivamente alla controparte in un tacito accordo che garantisce a tutti i soggetti di mantenere il proprio spazio di potere. Molti giornali hanno già iniziato la controffensiva giocando sul fatto che questi tagli li costringerà a chiudere e a licenziare numerose persone; alcuni per protesta hanno già interrotto le pubblicazioni (poco male). In prima linea, guarda caso, i giornali dichiaratamente di partito quali L’Unità e Liberazione che affermano di non poter sopravvivere senza finanziamenti pubblici eppure il fatto quotidiano, un giornale a tiratura nazionale, ha dimostrato che si può fare informazione anche senza soldi pubblici. E anche sui loro dipendenti va fatta una riflessione, come sono stati reclutati? Per merito tramite una pubblica selezione o per raccomandazione andando ad alimentare quel sistema di clientelismo che mantiene al potere chi ha distrutto economicamente, ma soprattutto socialmente il nostro paese?

Il presidente del consiglio nominato e mai eletto da nessuno Monti ha fatto solo la metà del lavoro. Quando il moVimento 5 stelle sarà in parlamento si batterà per la totale abolizione di questi finanziamenti che, vale la pena ricordarlo, pesano sulle nostre tasche per circa 1 miliardo di euro all’anno.

Categories:   Informazione

  • Condivido assolutamente Laura. Nei mtnmeoi difficili siamo stimolati a confrontarci ed in quanto esseri intelligenti sfidiamo noi stessi, ci mettiamo in gioco e cerchiamo la via verso il miglioramento e la crescita. Sarebbe interessante collocare e approfondire il tema della PAURA; Albert Einstein come filosofo e scienziato forse non la considerava ma sono convinta che le nostre paure, esclusivamente emotive, rappresentano una difficolte0 e sono auto-limitanti! Cosa ne pensate?