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L’anno che verrà

Il 2012 sarà molto di verso dall’anno che si sta per conculedere, ma aimé non credo che si avvererà la profezia dei Maya. La cosa non necessariamente deve essere vista positivamente perchè i fenomeni naturali, anche i più violenti, anche quelli che mietono più vittime, dopo il loro accadimento consentono alla vita di rigenerarsi, di ricostruirsi un futuro. La stessa cosa non succede quando a causare catastrofi è l’uomo invece che la natura.

La cosi detta “spinta riformatrice” dei governi subirà un accelerazione che prenderà sempre più velocità col passare del tempo. Ci colpiranno a gruppi, ci somministraranno le loro cure a poco a poco, ma continuamente in modo da evitare mobilitazioni di massa. Nicchie di protesta o gruppi di operai abbarricati sono ormai diventati una normalità quotidiana a cui quasi nessuno fa più caso e mentre i più sensibili si limitano a solidazziare definendoli “poveretti” non ci si deve sorprendere se questi non riescono a cavare un ragno dal buco.

Questi focolai molto probabilmente aumentaranno sia di numero che di consistenza, ma se saranno ignorati dall’opinione pubblica, come avviene oggi e non troveranno in chi ancora non è colpito, in chi ancora non è sotto scacco, sotto tiro un forte sostegno la loro lotta sarà vana. E così piano piano, come dei cecchini colpiranno ed abbateranno milioni di persone. Una delle categorie al momento più a ricìschio è quella dei dipendenti pubblici, non a caso nell’ultima manovra del governo Berlusconi è stata introdotta per questi la cassa integrazione. Principio inimmaginabile sino a qualche tempo fa è stata introdotto senza che si alzasse alcuna protesta. Licenziamenti e decurtazione degli stipendi o, in alternativa, in parte pagati con titoli di stato al posto dei contanti saranno i prossimi passi.

Non se ne gruggiolino gli altri, in particolare quelli convinti che i dipendenti pubblici siano tutti dei fannulloni, ce ne sarà pure per loro. I tiket sanitari aumenteranno a dismisura sia in termini di valore sia in termini di servizi a cui saranno applicati, compresi i ricoveri ospedalieri. Tutto questo associato al poco denaro disponibile comporterà rinuncie a cure giudicate troppo onerose. Stessa musica la sentiremo in ambito scolastico e per cucinarci a dovere arriveranno le liberalizzazioni come quelle già da tempo operate nel settore asicurazioni che già sappiamo l’effetto che fa.

Augurarvi un buon anno quindi proprio non me la sento, ma invitarvi ad aprire li uecchie e mettervi in moVimento si.

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