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Semplicemente indegni

Per l’ennesima volta si sta per abbattere la scure sul sistema pensionistico di noi comuni mortali. Non hanno nenache il coraggio di dirci apertamente in faccia che non la vedremo mai, che la pensione è ormai da considerarsi un ricordo del passato e allora continuano a spostare sempre più in la la fatidica data in cui questo annunncio verrà dato. Il “tecnico” Monti alle dipendenze dell’Europa dei banchieri, lasciando trapelare alcune indiscrezioni ci fa sapere che da ora in avanti per andare in pensione ci vorranno più di 40 anni di lavoro, al TgLA7 stasera hanno addirittura fatto intendere che il minimo sarà 43 anni e comunque nessuno potrà godere del meritato riposo prima dei 68 anni di età.

In tutto questo diventa indispensabile far credere agli Italioti che la scure si sta abbattendo anche sui privilegi della casta, ma è solo un far credere perchè cheche ne dicano pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti, quando si tratta di toccare quelli che ci hanno portato dritti dritti in questa tempesta, la scure si trasforma in una piuma e il boia in un angioletto. In realtà basterebbe spegnere le televisioni e accendere i cervelli per rendersene immediatamente conto. Leggere con attenzione quanto proposto dai due presidenti delle camere senza il commento dei “giornalisti” farebbe rimanere a bocca aperta anche un bambino ed un enorme vaffanculo  si alzerebbe dall’intera penisola.

La proposta presentata a media unificati come taglio del vitalizio, in realtà altro non è che un diverso sistema di calcolo dello stesso. Se fino ad oggi veniva calcolato col sistema retributivo, cioè in base allo stipendio di crca 7-8 mila euro al mese, da oggi verrà calcolato sulla base dei contributi versati. Il passagio dal sistema retributivo a quello contributivo è, per i comuni mortali, realtà già da diversi anni e per quelli che in pensione non ci sono già, viene applicato per tutti gli anni di lavoro effettuati non solo per quelli intercorsi dopo il passaggio a tale sistema. Per i parlamentari invece no. Il sitema contributivo sarà applicato solo ai futuri eletti, mentre per quanto maturato nelle passate legislature, compresa l’attuale, rimane in vigore il calcolo in base al sistema contributivo. Prendiamo ad esempio il “caro” onorevole Fassino in parlamento da ben 35 anni. Il vitalizio maturato in tutti questi anni di “illuminata” carriera sarà stabilito su base retributiva, mentre quello che maturerà nelle prossime legislature (non esiste alcun limite al numero di mandati) sarà calcolato in base ai contributi che verserà. Il risultato sarà comunque una pensione da decine di migliaia di euro al mese che potrà essere comulata con qualsiasi altra fonte di reddito, cosa vietata per i comuni pensionati.

Se passiamo poi al fattore età ed anni di contribuzione la cosa diventa ancora più ridicola. Se per noi si parla di 43 anni di contributi e 68 di età per loro, per quelli che ci impongono continuamente sacrifici lacrime e sangue l’età scende magicamente a 65 anni in caso di una sola legislatura e a 60 in caso di più legislature e gli anni di contributi addiruttra a 5. Si avete capito bene per soli 5 anni di mandato ogni parlamentare avrà diritto ad un vitalizio di alcune migliaia di euro al mese cumulabile con qualsiasi altra pensione o fonte di reddito. Cosa è cambiato quindi? Un emerito cazzo!

Tutto ciò n0n ha nulla a che fare col taglio dei costi della politica e con la lotta ai privilegi della casta. E’ solo l’ennesima presa per il culo che grazie anche ai soliti pennivendoli e commentatori avariati il popolo si sta preparando a digerire. I vatalizi vanno aboliti così come va abolita la buonauscita di fine mandato e come vanno dimezzati gli attuali stipendi, tutto il resto sono chiacchere di persone semplicemente indegne.

Categories:   Politica