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Se il buon giorno si vede dal mattino

Monti, col suo “nuovo” governo dopo un ora di discorso in cui ha detto tutto senza però dire nulla di cosa in realtà vuole realizzare  ieri ha ricevuto la fiducia dal senato. Una fiducia a scatola chiusa nel voto ed una sfiducia, subito dopo, nelle dichiarazioni, in particolare da parte del PdL che affermando di considerarsi in campagna elettorale di fatto dichiara guerra al nuovo esecutivo e si spiana la strada per recuperare elettorato, cosa che gli sarà facilitata proprio dalla somministrazione della cura Monti il quale, a parte le vuote dichiarazioni, non parte proprio col piede giusto.

A dirla tutta è da quando è stata ufficilizzata la sua presenza nella politica italiana che non ne fa una giusta. Ha inziato con la ingiustificabile ma ben retribuita carica di senatore a vita per poi insistere per la nomina a ministro di un certo Giuliano Amato, residuato bellico della prima repubblica, che dopo aver più volte furtivamente messo le mani nelle tasche degli Italiani, da anni si gode una lauta pensione da 31 mila euro al mese, cosa non proprio esemplare per chi si propone, a parole, di combattere privilegi e sprechi. Visto che tutto ciò poteva anche apparire non proprio “nuovo” il commissario europeo ha pensato bene di riesumare la processione delle consultazioni, tradizione nelle tradizioni della prima repubblica, utili come in passato soprattutto per definire la spartizione di poltrone e posti di potere visto che neanche alle formazioni politiche, almeno stando alle dichiarazioni, il professore ha ritenuto di dire che cosa vuole fare.

Con le nomine a ministro poi ha raggiunto, sino ad ora, il suo culmine. Su Passera e sull’enorme conflitto di interessi che lo caratterizza si sono già formati fiumi di parole e vi invito a vedere questo esaustivo video di Marco Travaglio, mentre io vorrei concentrare l’attenzione sui ministri della difesa, della giustizia e dell’ambiente che penso siano più esemplari nel cominciare ad ipotizzare il tipo di strada che intende percorrere questo esecutivo. Partiamo dal ministero della difesa affidato ad un militare (non succedeva dai tempi di Mussolini) nonché presidente del comitato militare della NATO che probabilmente ha preferito un suo fedelissimo per un paese che ha tentennato nell’appoggiare e sostenere i bombardamente sulla Libia. Diffcilmente con tale individuo a questo dicastero potremmo assitere ad una diminuzione delle spese militari o degli enormi costi economici e in vite umane che si consumano nei vari scenari di guerra in cui il nostro paese insiste da anni. Alla giustizia, altro dicastero molto delicato in un paese dove corruzione e mafie varie la fanno da padrone, è stata nominata un avvocato penalista che tra i suoi illustri clienti vede, oltre a numerosi colletti bianchi coinvolti nelle più grandi truffe degli ultimi anni, persino un certo Salvatore Buscemi boss mafioso coinvolto nella strage di Capaci. Adesso premesso che tutti, anche il peggior criminale, hanno diritto ad una difesa potrebbero però esserci dei problemi di opportunità nel nominare ministro della giustizia una persona con un curriculum del genere, possibile che tra le migliaia di avvocati italiani non c’era nessun altro in grado di svolgere con competenza quel ruolo? Che dire, infine, del neo ministro dell’ambiente che alla sua prima uscita pubblica dichiara che è necessario rivedere la scelta sul nucleare, considerata dallo stesso un settore indispensabile di importanza strategica? In un batter di ciglio non solo ha fatto ripiombare il paese nell’incubo nucleare, dopo che i più lo avevano archiavato dopo l’esito refendario di soli 5 mesi fa, ma ha reso edotti tutti noi di quale sia la considerazione che questi burocrati, finti tecnici, hanno del proprio datore di lavoro: il popolo Italiano, il famoso popolo sovrano.

E devono ancora iniziare.

Categories:   Politica