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nov
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Medici e cure

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Sicuramente  vi sarà capitato di sentire di quei casi di malasanità, tanto cari ai media,  in cui si racconta di ferri chirurgici, garze o altro dimenticati all’interno di un paziente durante un operazione chirurgica, ma difficilmente avete sentito che, per rimediare allo spiacevole errore, il malcapitato si sia fatto operare dallo stesso chirurgo e dalla stessa equipe che ha commesso il fattaccio, in caso contrario un “ma questo è proprio scemo” credo che non ve lo sareste trattenuto.

La cosa però cambia radicalmente quando dal settore sanitario ci spostiamo in quello politico. Infatti abiurando il famoso detto errare è umano, perseverare è diabolico ecco che gli Italiani per risolvere non pochi e non lievi problemi continuano imperterriti ad affidarsi a chi questi problemi li ha creati, alimentati e ingigantiti. E  considerando che molti dei problemi che attanagliano il paese sono sempre gli stessi da decenni e che nonostante tanti bei propositi, impegni ed annunci ci ritroviamo sempre e costantemente allo stesso punto e nella stessa situazione, io un pensiero che sia il dottore sia la cura con le relative ricette siano da madare a fare in culo forse, forse ce lo farei. Berlusconi, Bersani, Casini o Monti la sostanza non cambia, si tratta di personaggi che da decenni fanno parte dell’estabilshment politico, economico e finanziario del nostro paese e dell’europa e tutti hanno delle grossissime responsabilità sul declino sociale ed economico del vecchio continente, Italia in primis. Su chi sia Monti e su cosa sta succedendo in Italia come in Grecia vi consiglio l’esaustivo video di Claudio Messora di Byoblu.

La primissima cosa da fare è cambiare equipe, se non facciamo questo non solo ci ritroveremmo sempre con gli stessi atavici problemi, ma in situazione peggiore perchè questi continuando a somministraci la loro deleteria cura ci avveleneranno e intossicheranno al punto che potrebbe risultare impossibile qualsiasi tentativo di rianimazione. Certo andare oggi alle elezioni non risolverebbe questo problema, perchè a ripresentarsi sarebbero sempre gli stessi e, dulcis in fundus, saremmo al punto di partenza avendo nel frattempo puro speso un sacco di soldi e perso ulteriore tempo prezioso. E’ per questo che serve, anzi è indispensabile, una mobilitazione di massa. Una mobilitazione non a favore o contro una specifica formazione politica, ma contro o a favore le scelte da compiere. Dove effettuare i tagli e dove invece investire sono scelte che gli Italiani sono in grado di compiere e pertanto devono compiere. I politici, i rappresentanti istituzionali altro non sono che nostri dipendenti con l’obbligo di mettere in atto quello che il datore di lavoro, cioé noi, vogliamo. Il principale problema è proprio che da diversi anni in Italia questo principio si è completamente ribaltato e da popolo sovrano ci siamo ridotti ad essere dei sudditi che subiscono le scelte del governante di turno. Il fatto che oggi questo sia stato scelto dall’europa delle banche non cambia molto.

Il popolo Italiano ha dimostrato coi referendum di Giugno sia di saper scegliere sia di volerlo fare. Adesso è il momento di fare scelte economiche e sociali importanti e fondamentali per le generazioni a venire e nessuno si può arrogare il diritto di starne fuori. Sia il popolo Italiano, il tanto citato popolo sovrano, a decidere se è il caso o meno di allungare l’età pensionabile o meno, se è il caso di facilitare i licenziamenti, anche per quelli del pubblico impiego, o no. Sia il popolo, altresì, a decidere se è il caso di spendere miliardi di euro in grandi opere come il TAV e il ponte sullo stretto, se continuare a spendere centinaia di miliardi di euro in guerre e armamenti, se finanziare le grandi imprese e multinazionali o invece le piccole medie imprese, gli artigiani, i piccoli imprenditori agricoli, il commercio di prossimità, ecc. Siano gli Italiani a decidere, siano gli Italiani a pretendere di decidere. Esiste sia un altra ricetta sia chi è in grado di somministrarla è questione di lasciargli spazio, anzi, è questione che questi si ripendano il loro spazio.

Categorie : Politica