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Prepararsi al peggio

Berlusconi salvo sorprese, che comunque visto il personaggio non sono da escludere, è fuori gioco e così l’Italia intera  sia quella che lo ha sostenuto, acclamato e votato, sia quella che lo ha sopportato e tollerato, sia quella della finta opposizione che ha lasciato che facesse il buono e cattivo tempo oggi gioisce, plaude e festeggia e festeggiando finge di non vedere e soprattutto di non dire ciò che accadrà a noi, poveri e comuni mortali, nei mesi a venire. A parte, infatti, le solite dichiarazioni pollicitarie pare chiaro che si andrà verso il così detto governo di transizione, comunemente definito di emergenza nazionale. Monti, nominato senatore a vita per l’occasione, o chiunque altro a suo posto non farà differenza, la crisi verrà affrontata a modo loro e le misure richieste dall’europa delle banche, dalla confidustria degli imprenditori coi soldi pubblici, la propriamente detta macelleria sociale sarà il nostro olio di ricino per i prossimi anni.

I licenziamenti facili già annunciati da tempo saranno sicuramente tra i primi provvedimenti ma di sicuro non l’unico. Aspettiamoci di ogni, le necessità sono chiare: diminuire le spese ed aumentare le entrate per arginare e diminuire quell’insopportabile debito pubblico procurato proprio da chi oggi ci vuole somministrare la cura. Tasse (ICI, patrimoniale, ecc), privatizzazioni (acqua, trasporti, scuola, sanità, ecc), licenziamento di pubblici dipendenti e diminuzione dello stipendio per chi rimane saranno a breve normalità nelle dichiarazioni dei “salvatori” della patria e realtà negli atti legislativi. Lo tsunami del governo di emergenza nazionale si abbatterà su di noi con una violenza e una forza difficile da immaginare oggi e di cui la maggior parte degli italiani si accorgeranno solo quando sarà arrivata la piena.

Berlusconi & Co ci hanno fatto rimpiangere Andreotti e simili, questi altri ci faranno rimpiangere Berlusconi.

Categories:   Economia/Lavoro, Politica