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Questa è l’ora di svegliarsi

E’ impossibile stabilire se il referendum sia veramente lo strumento più democratico o se complichi l’esercizio della democrazia. In una democrazia rappresentativa, deve essere regolarmente utilizzato come in Svizzera o considerato incostituzionale, come in Belgio?

La risposta a questa domanda, dipende solo dall’opportunità politica.

Il caso della Grecia è particolarmente interessante. Bisogna fare un referendum o no? L’Europa aveva il diritto di fare tanta pressione sul governo greco? Papandreou ha giocato con il fuoco e ci si è bruciato? Ma le domande più importanti sono: perché il primo ministro greco va contro la volontà del suo popolo? E perché l’Europa insiste a spingere i paesi dell’Unione in una direzione che gli europei non vogliono? L’indignazione si sente nelle strade, i greci stanno combattendo contro l’applicazione di misure insostenibili, imposte per consentire al bilancio dello stato di ridurre i propri debiti senza però salvare il sistema economico della Grecia.

Nel frattempo le élites europee restano sorde o fingono di non aver capito.

Nei sistemi democratici, i parlamentari sono eletti per le loro opinioni e per le loro promesse. Quindi, in teoria, per guadagnarsi lo stipendio dovrebbero condividere e rappresentare le idee del popolo che, per questo motivo, li ha eletti. Invece quello che succede oggi in Europa è assolutamente antidemocratico: i politici sanno quello che pensa il popolo, ma se ne fregano, perché sono incapaci di liberarsi dai vincoli creati dal sistema finanziario globale, che ormai da tanti anni li tiene al guinzaglio.

È aberrante vedere quanto siano lontani i contenuti dei discorsi dei politici, che possiamo leggere sui giornali, da quello che è la realtà in cui vive l’uomo della strada! A volte viene il dubbio che i nostri politici non si rendano conto di quello che dicono, o di quello che fanno in Parlamento, che vivano in un mondo ovattato, fiabesco e che tutte le bugie che stanno cercando di farci ingoiare, le dicano in uno stato di trance, sicuri di agire per il bene dell’Europa.

Altrimenti, la mattina appena svegli, non riuscirebbero ad evitare un moto di disgusto nel guardarsi allo specchio e non avrebbero il coraggio di lasciare la loro lussuosa camera d’albergo. Ma forse, più realisticamente, credono che i comunicati passati ai media per ammaestrare il popolo abbiano raggiunto il loro risultato e le masse siano ormai già completamente obnubilate.

La prima mossa di Draghi alla BCE ha portato il tasso base al 1,25% e i mercati finanziari potranno più agevolmente offrire prestiti al 5 % ( ma forse anche al 6 – 7%) alla Grecia che li restituirà in dieci anni. Per fare questo però i nostri ingenui politici europei chiedono l’intervento delle banche private. In sostanza, la BCE presta alle banche denaro al 1,25% e i privati lo presteranno alla Grecia al 5%.

ESEMPIO : Una banca privata prende in prestito da una Banca pubblica un miliardo di euro che le costerà 12,5 milioni di interessi ogni anno per dieci anni. La stessa Banca privata gira lo stesso miliardo a un paese membro UE che restituirà (oltre alla quota del capitale) 50 milioni di euro l’anno.

Dopo 10 anni, la Banca privata avrà guadagnato 375 milioni di euro netti a spese del contribuente del paese membro della UE, più di un terzo della somma presa in prestito.

Questo tipo di operazioni finanziarie è quello che Nicolas Sarkozy ha osato definire “solidarietà”.

Dopo questo piccolo calcolo, non è sorprendente rendersi conto che i politici non vogliono nessun referendum. Se un referendum su questo “business” fosse proposto a qualsiasi cittadino europeo, greco o no, non ci sarebbero dubbi che questo tipo di operazioni di salvataggio sarebbero sbattute in faccia a tutti i nostri leader europei.

Ma perché c’è tutto questo marcio in Europa? Come si permettono questi signori, eletti per tutelare i diritti del popolo, di accettare, a nostro nome, queste cose ignobili?

Perché la BCE non fa prestiti direttamente ai propri cittadini?

Dove sono la solidarietà, il sostegno reciproco, lo spirito di squadra con cui i nostri padri hanno creato l’Europa unita? Possibile che questi principi si siano capovolti e tutelino corporativamente solo le banche?

E’ mostruoso, non ci sono altre parole. Ma che ne hanno fatto della nostra Europa?

In realtà forse nemmeno servirebbe un referendum, se solo si fermasse questa tragica farsa. Basterebbe che i politici decidessero di lavorare per il bene del popolo che per questo motivo li paga, forse troppo!

Se la maggioranza degli europei avesse voluto questo tipo di “finanza di mercato” allora questo tipo di operazioni sarebbero la realizzazione di un programma e quindi, paradossalmente, “democratiche”.

Ma in questo caso, c’è solo una piccola parte di ultra-ricchi che vuole imporre la sua convenienza privata: Questo è antidemocratico. Dobbiamo lottare contro questi soprusi. Dobbiamo far capire alle persone che siedono nel Parlamento europeo che stanno violando i principi fondamentali dell’Europa, della Solidarietà e della Democrazia.

C’è ancora, e per fortuna, gente che mantiene lucido un cervello che ragiona e, malgrado la tempesta dei media che ripetono tutti solo e sempre le stesse notizie, riesce ad ascoltare qualche altra voce che completa l’informazione e permette di capire meglio le vergognose manipolazioni fatte a favore di istituti privati e a spese dei bilanci di stati sovrani. Questo non è più Capitalismo, ormai questo sistema è un Totalitarismo capitalista e tenere gli occhi chiusi o restare sordi alle grida della strada non è inutile ma è pericoloso.

Se esiste il 99% questa è l’ora di svegliarsi! Con o senza referendum.

 

Categories:   Economia/Lavoro, Politica

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