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Conflitto tra diritti

Partiamo da un punto fermo: i diritti dei lavoratori sono sacrosanti e vanno tutelati, difesi e, per quanto possibile, estesi a tutti. A volte però questi diritti confliggono con gli altrettanto sacrosanti diritti di altre categorie ed è quindi di fondamentale importanza controllare affinché non se ne faccia un uso improprio.

Facciamo un esempio. Io sono un operatore sanitario che lavora nel settore dell’emergenza. Il mio diritto ad assentarmi dal lavoro per partecipare alle assemblee sindacali passa giustamente in secondo piano rispetto al diritto alla salute dei cittadini che potrebbero avere bisogno di urgenti cure mediche. Nella scuola, invece il diritto di assemblea degli insegnanti scavalca il diritto alle lezioni degli studenti. Nell’inevitabile conflitto tra diritti ritengo questa una scelta giusta o quanto meno accettabile. Ritengo però indispensabile che vi sia un sistema in grado di accertare se chi usufruisce di questo diritto in realta partecipa all’assemblea, perchè ad oggi non è così.

L’organizzazione sindacale non rileva le effettive presenze nominative dei partecipanti all’assemblea e la scuola non pretende la presentazione di alcuna documentazione attestante l’effettiva partecipazione alla stessa. Questo lascia spazio a chiunque di fare ciò che si vuole durante le ore di permesso concesse, trasformando di fatto un sacrosanto principio e diritto in un privilegio ingiustificabile che prima o poi qualcuno, visto l’utlizzo che se ne fa, proporrà di eliminare.

Nella mia personale esperienza (da 9 anni le mie figlie frequentano la scuola) ho constatato che annualmente per ben 5 volte c’è una chiusura anticipata della scuola per assemblea sindacale, ma la stragrande maggioranza degli insegnanti tutto fa in quelle ore concesse tranne partecipare all’assemblea e, da quanto apprendo dalla lettera di un insegnante, pare che la cosa sia molto più diffusa di quanto immaginassi.

Sono un insegnante di scuola superiore. Mi permetto di segnalarvi lo spettacolo indecoroso a cui devo assistere ogni volta che a scuola viene accordata l’assemblea sindacale in seguito alla richiesta di una delle varie sigle sindacali esistenti. Queste assemblee vengono organizzate durante l’orario delle lezioni ed ogni insegnante è libero o meno di aderirvi fermo restando il numero massimo di dieci ore in un anno.

E’ evidente che si tratta di un diritto sacrosanto dei lavoratori ma i disagi per l’utenza e per gli stessi lavoratori sono notevoli. Infatti la dirigenza, verificato il numero di adesioni , deve organizzare le sostituzioni sperando in un’adesione in massa degli insegnati per poter chiudere la scuola facendo uscire tutte le classi anticipatamente. I genitori si devono far carico dell’uscita anticipata dei figli e questo non è agevole quando si tratta di studenti delle elementari o della media inferiore. Gli insegnanti che non hanno aderito spesso trovano i loro alunni con una faccia da funerale perché gli altri sono usciti prima e loro no.

Se invece l’insegnante aderisce ha due possibilità. 1) Non va all’assemblea tanto sa che le organizzazioni sindacali, anche per non dover ammettere il loro fallimento, si guardano bene dal raccogliere le presenze. 2) Va all’assemblea . In questo caso può constatare l’assenza di buona parte di quelli che hanno aderito. Inoltre l’assemblea viene solitamente organizzata per lasciare poco spazio agli interventi . In pratica il sindacato ti chiede di aderire alla sua linea di azione che in genere consiste esclusivamente nella proclamazione dello sciopero (con relativa trattenuta dalla busta paga degli scioperanti).

Questo spettacolo va in onda in tutte le scuole di ogni ordine e grado da 1 a 2 volte al mese fino a quando la maggior parte dei colleghi ha esaurito il monte ore a cui ha diritto. Inoltre mi pongo e vi pongo una domanda. In questi anni noi insegnanti siamo stati bastonati, dai vari governi, in tutti i modi possibili ma l’unica cosa che non è mai stata toccata è l’assemblea sindacale in orario di servizio: come mai? A voi la risposta!

Cordiali saluti.

Categories:   Istruzione/Scuola

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