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ott
20

E dicono che non ci sono soldi

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Secondo Jean-Claude Trichet, il presidente della Banca centrale europea, nonostante le finanziarie di lacrime e sangue la crisi del debito avrebbe ormai raggiunto una dimensione sistemica. Il Fondo monetario internazionale raccomanda una riduzione drastica delle spese sociali e avverte i paesi europei che il risanamento sarà molto doloroso.

La Grecia ci fa capire che un paese può fare bancarotta, che l’ipotesi di un mancato pagamento dei debiti pubblici non costituisce più uno scenario impossibile. L’Italia come la Grecia?

Austerità, austerità, senza austerità i governi rischiano la bancarotta. E così arriva l’aumento dell’età pensionabile, cresce il numero delle persone che perdono il lavoro, diminuiscono i salari e la precarietà diventa la nuova normalità.
Nel “Rapporto 2011 su Povertà ed esclusione sociale in Italia” si dice che 8 milioni e 272mila italiani sono in situazione di povertà relativa, il 13,8% dell’intera popolazione. Il ministro Berlusconi avverte che non ci sono soldi.
“Stiamo cercando di inventarci qualcosa” continua il brillante presidente del Consiglio. Che cosa? Gli arresti differiti e i fermi preventivi, l’ uso di coloranti negli idranti antisommossa?

Il governo dice che di soldi non ce ne sono, che lavoratori e disoccupati devono pagare la crisi del sistema, e che se vogliono manifestare devono dare garanzie patrimoniali.

Come spendere allora il denaro pubblico? Siglando contratti che aumentano le spese militari come quello con la General Atomics Aeronautical Systems per l’acquisto 3 UAV Reapter dal valore di 10 miliardi di euro. E badate che non sono scelte del passato, colpe di precedenti governi, no il contratto è stato firmato il 17 Ottobre, tre giorni fa.

Questi miserabili che firmano questi contratti sono gli stessi che a reti unificate continuano a condannare la violenza. Avanti così mi raccomando, tutti in fila e soprattutto in silenzio.