iapra li  uecchie

Menu

Missione compiuta

Abbiamo tutti visto scorrere sui media le drammatiche immagini di quanto successo sabato a Roma e abbiamo tutti sentito e letto il fiume di parole di politici, giornalisti e commentatori vari. Al di là delle varie tesi sul perché e il come sia stato possibile, tra chi allude al complotto, chi tira in ballo i servizi segreti e i più che fanno riferimento ai black bloc, questi fantomatici guerriglieri urbani che magicamente appaiono ad ogni grande manifestazione senza che nessuno sia mai stato in gradi di arrestarne e/o identificarne uno, possiamo dire con assoluta certezza che l’operazione è perfettamente riuscita: le rivendicazioni, ma soprattutto le proposte dei 500 mila manifestanti sono completamente sparite dal dibattito pubblico.

Un gruppo di facinorosi non solo è riuscito a mettere a ferro e fuoco una città presidiata da migliaia di poliziotti antisommossa, ma anche a far scomparire dai mezzi di informazione le 500 mila persone che pacificamente hanno cercato inutilmente di manifestare. Come sempre accade una piccola minoranza detta le sorti della stragrande maggioranza.

Naturalmente in questa scomparsa vi sono almeno altri due complici. In primis proprio i mezzi d’informazione, sempre pronti ad avvolgere il loro pubblico con il fumo senza mai far apparire l’arrosto. Siano gli scontri di piazza, i gusti sessuali di questo e di quello, o la assillante e minuziosa cronaca nera tutto è utile e utilizzato pur di non parlare e mostrare quali siano i veri motivi e responsabili della drammatica situazione economica, politica e sociale in cui ci troviamo.

L’altro complice, forse quello più determinante, è sicuramente il popolo italiano. Quello sempre pronto a girare lo sguardo dall’altra parte, quello sempre in prima fila quando c’è da affermare che “tanto non cambierà mai nulla”, che “son tutti una maniera”, che “così è, così è stato e così sempre sarà”. Quel popolo che ha lasciato che Berlusconi diventasse presidente del consiglio ed ha tollerato un opposizione inesistente e vergognosa, anche più del governante. Quel popolo sempre pronto ad acclamare gli autoproclamatesi nuovi leader che da trent’anni campano di politica. Quel popolo che in questi anni ha lasciato ditruggere tutto quello che le generazioni precedenti avevano costruito e ottenuto e che ha lasciato, spesso consapevolmente, che fosse distrutta ogni possibilità di futuro per le prossime generazioni.

Categories:   Informazione, Politica