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Indignati e partiti

Affido questo spazio alle parole, che condivido in toto, dell’amico Maurizio di Lecce. Riflettete gente, riflettete!

Ai miei amici di sinistra che oggi a Roma manifesteranno con le bandiere di partito in mano (15.10.2011).

“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”.

I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali.

Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.” *

Quando queste frasi furono dette, Grillo era ancora un giovane trentatreenne che lavorava alla Rai e conduceva “Te la dò io l’America” e nessuno aveva ancora inventato il termine “antipolitica”; io ero un diciassettenne brufoloso che pensava alla sua bella motocicletta HD rossa e le preoccupazioni non erano l’inquinamento globale, la devastazione dell’ambiente, i cambiamenti climatici, il futuro dell’Umanità, l’esplosione demografica, il pensiero della propria pensione…

Dopo trent’anni tante cose sono cambiate in me ed intorno a me, ma QUALCOSA non è cambiato affatto o se lo ha fatto, nel nostro Paese, lo ha fatto solo in peggio…

Penso a chi fra poche ore manifesterà a Roma per questo 15 ottobre di protesta, sacrosanta nelle intenzioni, ma che temo sarà animata anche da chi è pronto, ancora una volta, a dare una delega ad un leader, ad un partito per salvare il proprio futuro, per coltivare la speranza per un’Italia diversa…

Nonostante la loro buona fede, costoro alimenteranno nuovamente l’illusione che ci avvinghia da decenni, sventolando una bandiera di un partito, salvifica icona di un’ideologia che non ha più (tutte) le risposte per il mondo di oggi.

I Cittadini, con gli strumenti della Democrazia Diretta e con l’Intelligenza condivisa della Rete, possono riappropriarsi del presente e di quello che verrà, senza le “macchine di potere e clientela”, metastasi di un’idea di Democrazia rappresentativa che ha fatto il suo tempo e che mira unicamente a perpetuare i privilegi delle nomenklature.

Auguri a tutti.  Maurizio Buccarella – Attivista del M5S

*: Estratto da : La questione morale – Enrico Berlinguer – Repubblica, 1981. – http://www.metaforum.it/berlinguer/questionemorale.htm

Categories:   Politica, Società/Cultura