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La favola di Eurolandia

Il territorio di Eurolandia era costellata di una fitta serie di paesini più o meno grandi che nel tempo erano stati protagonisti di rivalità campanilistiche e dispute sui confini territoriali. Dopo l’ultima e più violenta di queste diatribe, i sindaci decisero che un progetto di integrazione dei servizi poteva servire per smorzare i campanilismi e consentire ai vari paesi di crescere in maggiore armonia.

Non sto a raccontarvi la storia completa di questo progetto ma vorrei soffermarvi sul problema della gestione dei rifiuti, perché è quello che maggiormente segnò il destino dell’Unione.

Ogni paesino, infatti, aveva il problema di gestire la raccolta rifiuti, alcuni si rivolgevano all’interno, altri ad agenzie esterne, pagando tariffe diverse e, bisogna dirlo, alcuni anche molto alte. Non era un caso: questi paesi producevano proprio tanta spazzatura e raccoglierla tutta diventava ogni giorno sempre più difficile.

Si decise quindi di integrare i servizi dei vari paesi creando l’Unione di Eurolandia e la raccolta rifiuti fu proprio il più importante dei servizi gestiti in comune.

Venne inviata Angela, il borgomastro di Allemandia, in modo che utilizzasse la sua reputazione (il suo paese era quello con meno sporcizia per le strade) per negoziare tariffe più vantaggiose per tutti. Si pensava poi che i vari comuni, avendo meno spese per la raccolta rifiuti, avrebbero sfruttato i risparmi per incentivare la raccolta differenziata, promuovere politiche a “rifiuti zero” e così via.

Non fu così, fu l’opposto.

Il basso costo per la raccolta rifiuti eliminò anche quelle poche e limitate remore che vi erano state fino ad allora. Non preoccupatevi della spazzatura, di diceva, non è un problema! Buttatela pure per strada, tanto finché esiste l’Unione passeranno a raccoglierla e costerà poco!

Per un po’ andò davvero così ma ad un certo punto in alcuni paesi vi erano così tanti rifiuti per strada che i netturbini si rifiutavano di passare a raccoglierli, almeno al salario che veniva loro pagato fino a quel momento! Volevano almeno il doppio o il triplo per passare in Lusitania o Esperia, mentre di andare a raccogliere i rifiuti in Acaia non ne volevano proprio sapere!

Alcuni cittadini, specialmente quelli di Allemandia, suggerirono che la gestione unificata dei servizi era un disastro e bisognava uscirne finché si era in tempo ma i sindaci erano tutti d’accordo nel continuare l’esperimento.

Si decise allora di procedere in questo modo: durante la notte squadre scelte di Bonificatori Derattizzatori di Eurolandia, da tutti chiamati Euro Bond, prelevavano immondizia dai paesi più disastrati per spargerla in quelli più “puliti”. In questo modo si uniformava un po’ la situazione, facendo aumentare la tariffa per tutti ma permettendo alla raccolta integrata di continuare.

Ovviamente gli abitanti dei quartieri più “virtuosi” non furono affatto felici di ritrovarsi spazzatura non loro per le strade e pagare tariffe più alte per salvare quegli irresponsabili dei paesi “sporcaccioni”.

Dai piani alti però si disse chiaramente che oramai non si poteva più tornare indietro e che i problemi erano dovuti al fatto che la gestione dei servizi era centralizzata ma ogni paese aveva una propria amministrazione; se invece si fosse gestito tutto a livello centrale le cose sarebbero di molto migliorate….

Siamo sicuri di voler conoscere il finale di questa storia?

Categories:   Economia/Lavoro, Politica

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  • Alfio Sessantanove

    Purtroppo non è una favola, ma una triste realtà!! Vogliono portarci sull’orlo di un burrone per poter avere il pretesto di fare nuove guerre, che come si sa “creano” ricchezze. Il sistema è sempre lo stesso esasperare i cittadini e indicargli un’unica via d’uscita.Ma le vie d’uscite “alternative” ci sono sempre, e l’Islanda ne ha imboccata una, coraggiosa ma vincente.

    Evviva l’Islanda!!!!