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Abbassare lo sguardo

A guardarsi attorno è difficile immaginare un futuro sereno. Questo sistema economico e finanziario è saltato. Una ristretta e ben protetta elite di squali della politica e della finanza, il cui unico scopo è la massimizzazione del profitto a breve termine, sta saccheggiando il pianeta e divorando le risorse economiche e naturali di interi popoli.

Ancora una volta a pagare il prezzo più alto della speculazione sono i lavoratori, i contadini, i disperati dei paesi poveri della terra.

Eppure questa crisi è figlia di scelte precise e affonda le sue radici nei dogmi del libero mercato, nel mantra dell’autoregolamentazione e nell’irrazionale teoria della crescita senza fine.

La politica, dopo aver messo in ginocchio il paese,  cucina le solite ricette bipartisan: liberalizzazione dei servizi pubblici, tasse sulla salute, progressivo smantellamento dei diritti dei lavoratori, grandi e insostenibili opere, tutela dei privilegi: in sostanza le stesse ricette che hanno determinato la crisi. Il popolo dal canto suo tace, aspetta che un segno arrivi dall’alto, sempre dall’alto. Forse se abbasse lo sguardo a cominciasse a guardarsi intorno si accorgerebbe della merda che gli è arrivata sino al collo e forse, ma ribadisco forse, cominicierebbe a capire che è proprio dall’alto che è arrivata e per rimuoverla è dal basso che bisogna ripartire.

Categories:   Politica