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set
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Strateghi della differenziata

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Il sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella (€ 44.844,96 annue) con il suo assessore all’ambiente, certo Giuseppe Santoro (€. 20.180,16 annue), entrambi in forza al Partito Socialista Italiano nel tenace quanto convinto intento di portare al 60% la raccolta differenziata nella lustra città bianca, hanno emanato con un comunicato le loro innovative direttive:

  • è obbligatorio conferire i rifiuti negli appositi cassonetti presenti sul territorio comunale: carta , vetro, plastica e farmaci scaduti;
  • è vietato conferire tali materiali nei cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani;
  • il conferimento dei rifiuti solidi urbani indifferenziati negli appositi cassonetti è consentito dalle ore 19,00 di ogni giorno sino alle ore 9,00 del giorno successivo.

Minchia signor tenente!

In effetti era ora che anche ad Ostuni si affrontasse questa problematica, l’attuale 8% scarso non è certo un risultato di cui andare fieri per una città su cui sventola la Bandiera Blu che pretende come requisito minimo una differenziata al 10%. Quindi, prima che quelli della Fee si accorgano dell’imbroglio, ecco che i due strateghi da 64 mila euro l’anno, abbandonando la strada della raccolta differenziata porta a porta il cui avvio immininente era stato annuciato dagli stessi personaggi più di due anni fa e che, come dimostrano numerosissime esperienze, è l’unica in grado di dare soddisfacenti risultati e ribadiscono quelle ferree regole da decenni vigenti nel territorio e che hanno consentito il raggiungimento dei “ragguardevoli” risultati sopra citati.

Stiano comunque tranquilli i due illuminati amministratori, da oggi sulle percentuali di raccolta differenziata potranno liberamente sparare le cazzate, oh pardon.., le cifre che vogliono. Non che sia una novità, lo hanno sempre fatto, ma sino a qualche giorno fa avevamo a disposizione i dati ufficiali con cui poterli smentire velocemte. Da oggi invece il sito www.rifiutiebonifica.puglia.it, uno dei rari esempi di trasparenza introdotto in questi anni dalla regione, non è più raggiungibile e saremo costretti a fidarci del duetto socialista.

Un unico dubbio mi rimane. Vetro, carta, plastica e farmaci scaduti sono, almeno secondo la legge, rifiuti solidi urbani e i cassonetti a loro riservati sono, sempre secondo la legge, cassonetti per rifiuti solidi urbani. Quindi se, come imposto dai due strateghi, “è vietato conferire tali materiali nei cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani”, dove cazzo li dobbiamo mettere? Io una proposta ce l’avrei, ma oggi non voglio essere volgare.