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Loro non si arrenderanno mai. Noi ?

“Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure” è da tempo la frase conclusiva della maggior parte dei post di Beppe Grillo e la domanda che sempre più spesso mi pongo è: noi chi? Si, lo so che sono più di 100 mila gli iscritti sul portale del moVimento 5 stelle, ma che ci vuole a fare qualche clic col mause? E so anche che ai Vday hanno partecipato centinaia di migliaia di persone, ma quanti quelli che si sono impegnati per realizzarli e quanti quelli che hanno passato le loro giornate nelle piazze ad informare e a far firmare quella massa di gente? Senza di loro non ci sarebbe stato Vday e quelle centinaia di migliaia di persone, senza alcun problema o rimorso, avrebbero tranquillamente trovato qualcos’altro da fare. Persino i movimenti per l’acqua, illuminante esempio di attivismo e partecipazione, che sono riusciti a portare alla firme prima e al voto poi milioni di Italiani, senza la perseverante opera di alcuni non esisterebbero e sull’essenziale bene comune non solo non ci sarebbe stato alcun referendum, ma neanche un minimo d’informazione e silenziosamente quei milioni di Italiani se lo sarebbero fatti scippare.

Sul web questo noi sembra enorme, ma quando si tratta di passare dal virtuale al reale ecco che tutti si dileguano e scompaiono. Tutti hanno mille impegni tra lavoro e famiglia, tutti hanno un qualcosa di inderogabile da fare e quei pochi rimasti  devono pure a stare a sentire questi latitanti quando, battendogli le mani sulle spalle, gli dicono: bravi ragazzi, continuate così che gli facciamo il culo a tutte quelle merde!

Già, continuate che gli facciamo. Nel senso che pochi fanno e gli altri sperano poi di potersi mettere comodi. Ma come si può pensare che in pochi si possa vincere una battaglia del genere contro poteri enormi, con una informazione che ti ignora o addirittura ti descrive come un pericolo o, quando va bene, un fenomeno da baraccone?

Nel suo comunicato politico numero quarantasette Grillo esterna il suo sconforto, la difficoltà a cambiare questo paese con metodi democratici (referendum, leggi popolari, manifestazioni) e se la prende coi politici, coi partiti. Io, condividendo in toto il sentimento, mi chiedo piuttosto se i politici e i partiti sono il reale problema o semplicemente una perfetta rappresentazione del popolo Italiano. Forse sarò banale ma la democrazia non la fanno ne i leader ne i partiti, ma i popoli e ammettere l’inestistenza della democrazia nel nostro paese non può esimerci dal porre il popolo come primo colpevole.

P.S.: io comunque non mi arrendo.

Categories:   5 stelle, Politica