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Italiani nel pallone

Il mondo del calcio è ormai divenuto  l’emblema della paradossale situazione in cui versa il nostro paese. Gli scandali non si contano più e ogni 3-4 mesi abbiamo notizia di una nuova inchiesta. Quasi tutte le squadre in un modo o nell’altro ne sono coinvolte e moltissime partite, ma addirittura interi campionati, puzzano di marcio lontano un miglio. Non sto qui ad addentrarmi nei dettagli anche perchè su questi argomenti i media vari ci sguazzano come anguille, se non altro per distorgliere l’attenzione da ben altri scandali  e comunque per affermare il principio che tutti rubano alla stessa maniera, quindi…

Se però ci si sofferma un attimo a riflettere sul fatto che, come statistica insegna, ciò che scopre la magistratura è sempre e solo una piccola parte del fenomeno, ecco che milioni di spettatori che settimanalmente riempiono gli stadi o che si barricano in casa di fronte al loro nuovo televisore in HD ad ansimare guardando quegli omini in mutande mentre recitano la loro parte nello show partita, appaiono in modo chiaro e netto in tutto il loro rincoglionimento totale. Senza offesa per nessuno, ma ho serie difficoltà ad usare una definizione diversa. Capisco le emozioni, anche al cinema ci si lascia andare ad applausi o pianti per via delle emozioni che un film ben fatto è capace di generare, ma tutti sanno che si tratta di finzione e, alla sua conclusione fatta qualche considerazione in merito, tutto si conclude.

In vece il calciofilo no. Non solo si emoziona durante la recita della partita, sbraita, urla, insulta, fa gesti vari, ecc, ma continua poi per tutta la settimana. Moviola, discussioni al bar e al lavoro, giornali sportivi (tra i più letti in Italia) che alimentano il fervore, ore passate a contestare quell’allenatore, quel giocatore o quell’arbitro sino alla recita della settimana successiva per poi ricominciare da capo. Tutto come se lo sport c’entrasse qualcosa, come se le partite fossere vere e non la recita di un copione scritto a tavolino da corrotti e corruttori.

Emblematico, dicevo. Emblematico di un paese dove 60 milioni, o poco meno, di rincoglioniti guardano i vari TG e le varie trasmissioni di approfondimento e si infervora, chi per una squadra chi per un’altra, facendo finta che tutto questo sia politica (occuparsi del paese) e non la recita di un copione scritto a tavolino da corrotti e corruttori.

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