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Morire da stronzi

Quando sarà finita questa storia, quando tutte le carte di questi magistrati che agiscono fuori dalla legge saranno sul tavolo allora si saprà chi ha avuto torto e ragione, allora sarà il momento di dire la verità al Paese e alla stampa internazionale, farò una serie di comunicazioni e mi sto preparando

Silvio Berlusconi 22 settembre 2011

Per quelli che amano un certo tipo di storia, questi giorni hanno il sapore amaro di un deja vu. Da una parte i russi che ormai sono entrati a Berlino e la saccheggiano, (banche declassate, spred BTP-BUND oltre la soglia dei 400 punti che i tecnici associano al fallimento di fatto di una nazione, vero e proprio depauperamento dell’immagine nazionale), dall’altra un leader decaduto e decadente, ancora difeso da generali il cui destino è indissolubilmente a lui legato che rinchiuso nel bunker sotterraneo della cancelleria, muove divisioni fantasma ormai distrutte dal nemico e delira di potentissime armi segrete in grado di mutare l’epilogo della guerra che, ai più, appare inevitabilmente segnato.

Il declino di un popolo o di una nazione può pervenire secondo le più differenti modalità. Si può cedere alla mollezza, abbandonarsi al godere della ricchezza e perdere la spina dorsale, come successe a Roma. Si può uscire dalla storia sommessamente, per pura consunzione, come accadde all’Unione Sovietica. Si può perire sotto il maglio di potenti nemici, perdendo milioni di vite, come accadde a Prussia e Austria nella prima guerra mondiale. Oppure, si può lentamente affogare nel ridicolo, perdere non solo i beni, ma anche la dignità, che in certi casi confina largamente con l’onore e la vita. Si può morire, insomma, da stronzi.

Ecco, il delirio di queste ore mi ammala non solo perché sento che sarebbe evitabile, non solo perché milioni di miei connazionali vivono del tutto inconsapevoli del massacro che si sta operando sulle loro vite e su quelle dei loro figli, non solo perché mi umilia appartenere ad una genia così evidentemente corrotta e inane da non essere in grado di muovere un dito per difendere la propria integrità, ma anche, ultimo ma non meno importante, perché mi avvio ad uscire dalla storia da stronzo.

No, il mito superomista della bella morte non c’entra nulla perché è un concetto estetico fine a se stesso. Mi umilia il ricordo che lasceremo di noi, della nostra ottusità e dell’enorme spreco di cui ci siamo macchiati. Un po’ come quei milioni di omini in camicia nera, sempre pronti ad applaudire il Duce e del tutto incapaci di comprendere il contesto deformato nel quale un’informazione capziosa e la loro totale stupidità li faceva vivere.

Non è escluso che tra trent’anni o giù di lì, qualcuno leggendo di questi giorni non possa fare a meno di chiedersi: “Ma che faceva quella gente lì? Perché non si erano accorti di nulla?”.

E a quel libro mancheranno gli ultimi capitoli, quelli in grado di indurre una parziale redenzione. Noi, nella nostra inettitudine, scompariremo silenziosi nella notte.

Come degli stronzi.

Categories:   Politica, Società/Cultura