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Inaffidabili

Alcuni giorni fa nel post salasso ad oltranza affermai che la manovra finanziaria appena varata non sarebbe stata sufficiente a risolvere i problemi Italiani e che entro fine anno ci sarebbe stata una manovra correttiva. Non che sia un esperto in economia ma semplicemente dotato di un minimo di buon senso, ritenevo e ritengo che il vero problema non sia tanto nella struttura economica del paese, che sicuramente necessita di drastici interventi e ristrutturazioni, ma semmai nell’incapacità o meglio nella non volontà della classe politica ad affrontare queste sfide e cercare, anche in parte, di risollevare le sorti di un paese ormai alla deriva. Una impossibilità e una non volontà dettata dal fatto che in questa situazione è proprio la classe politica stessa con tutti i suoi soci e sodali (prenditori, lobby, mafie, ecc) a trarre i maggiori benefici sia in termini economici che di potere.

A conferma di tutto ciò ecco arrivare il giudizio delle società di rating, Standard & Poor’s per prima, su cui già si sono spese milioni di parole senza però dire l’essenziale. Va infatti fatto notare che tale giudizio non riguarda l’immediato, ovvero l’attuale situazione economica del paese, ma l’affidabilità ad onorare il debito nel lungo periodo per l’esattezza nei prossimi sette-dieci anni, periodo medio della durata degli investimenti finanziari. E ciò è del tutto normale perchè quando uno investe in titoli, siano essi di stato o privati, è dopo cinque o dieci anni che potrà ritirare il capitale, quindi le informazioni di cui necessita non si limitano agli interessi che potrà percepire durante il periodo d’investimento ma, cosa molto più importante, le possibilità di poter ritirare il capitale alla fine del periodo d’investimento. Il giudizio di Sandard & Poor’s riguarda proprio questo aspetto, cioè la possibilità che fra cinque-dieci anni il nostro paese sia effettivamente in grado di restituire agli investitori il capitale. Così come le ditte private anche gli stati possono fallire, poi ci prendono per il culo parlando di default controllato ma sempre default è. Fallimento in lingua italiana.

Si disilluda quindi che crede che via Berlusconi si ricomincia a salire perchè le agenzie di rating, come me e tutti voi, sanno quanto sia improbabile una rielezione di Berlusconi o del centrodestra e che a breve la guida del paese sarà assunta da altra coalizione eppure questo non gli ha impedito di dare un giudizio negativo sull’affidabilità economica del nostro paese.  A differenza nostra loro non basano i loro giudizi sulle stronzate annunciate a reti unificate ma su informazioni certe e concrete e non gli saranno certo sfuggite le assolute analogie tra i veri schieramenti che in televisione fanno finta di essere diversi gli uni dagli altri. Analogie sotto il profilo giudiziario e analogie nelle ricette da somministrare al paese. Tutti gli schieramenti, tolta qualche piccola differenza sulle coppie di fatto, i gay, immigrati ed altro non solo hanno lo stesso identico programma ma hanno le loro strutture organizzative e politiche intrise di di corrotti e corruttori. Tutti gli schieramenti sono a favore della TAV e degli oltre 20 miliardi di euro così come sul Ponte sullo stretto e i suoi 8 miliardi, tutti sono d’accordo sulle spese militari per armamenti e guerre e i relativi 30 milardi annui a cui aggiungerne altri 17 per l’acquisto di cacciabombardieri, tutti d’accordo sui finanziamenti ai partiti, gli stipendi d’oro e la pensione dopo 5 anni, tutti d’accordo sui finanziamenti all’editoria e ai giornali di partito e tutti d’accordo col finanziare gli incenritori invece che la raccolta differenziata. Per quanto riguarda poi le analogie giudiziarie vi basta aprire un qualsiasi quotidiano per trovarci tutto l’arco parlamentare e il fatto che da una parte si dimettano dal partito (tenendosi però ben stretta la poltrona) non fa molta differenza.

 

 

Categories:   Economia/Lavoro, Politica