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set
19

Trenta denari

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Le perplessità sono legittime. Si possono accettare soldi da chi inquina e ammorba questa città mettendo a repentaglio la vita nostra e dei nostri figli?

Chiedere alle grandi aziende di contribuire alla vita sociale e culturale di questa città significa avere un´idea strana delle responsabilità di chi inquina. E forse anche della cultura. Intanto chi inquina deve pagare per le bonifiche e adottare tutte le tecnologie del caso per eliminare le emissioni nocive. Alla gente comune basterebbe questo. Senza sconti o strane partite di giro. Del tipo, faccio un po´ di pubblicità e tu non mi attacchi ogni giorno. Del tipo, ti do un po´ di soldi per la squadra del calcio, tanto il popolo, si sa, con la pancia piena e un po´ di spettacoli (panem et circenses) si assopisce. Del tipo, una stagione concertistica fa dimenticare i problemi o rende gli autori dell´inquinamento più umani, meno pervicacemente interessati al profitto.

Non accettate quei soldi, sono trenta denari offerti per tradire la causa della difesa di questa città. Come potrà parlare in libertà chi, accettando i trenta denari, in altra parte del giornale dovrà raccontare dei tumori in crescita, dei miasmi nauseabondi che ammorbano la città, dell´oblio che è calato sui tanti morti “in nome del progresso”. Come potranno le paludate testate giornalistiche parlare ancora della protervia del profitto. Perché di questo si tratta. Di far vincere su tutto il profitto e la competitività. Il mercato. Quel mercato cieco sia in materia di ecologia che di giustizia. Se anche le testate giornalistiche, che dovrebbero essere fredde testimoni della realtà, perdono la capacità di raccontare con lucidità quel che accade a questa città, dobbiamo davvero temere per il nostro futuro, abbandonato nelle mani di chi serve solo il Dio Profitto.

Giovanni Matichecchia

Categorie : Ecologia/Ambiente