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Aiutare i poveracci

Ieri sera a Piazzapulita, il nuovo programma di approfondimento di LA7 condotto da Corrado Formigli, il ministro leghista Castelli, in merito ai costi della politica,  si è definito un “poveraccio” che vive del proprio lavoro e che non possiede ne lussuose ville, ne yacht, ne ferrari e alla semplice e banale domanda “ma lei quanto guadagna” il poveraccio risponde di aver dichiarato 145 mila euro di reddito annuo. Adesso, a parte il fatto che ci vuole coraggio definirsi poveracci con questo reddito, rimango molto perplesso di fronte alla cifra fornita. Infatti 145 mila euro diviso 12 mensilità fa all’incirca  12 mila euro al mese e visto che, come sanno ormai anche i sassi, il solo stipendio di un semplice parlamentare è decisamente superiore alla cifra indicata dal leghista è difficile credere che un sottosegretario possa percepirne meno.

Vi è quindi nelle dichiarazioni di Castelli una falsità lapalissiana che nessuno nello studio della neonata trasmissione ha avuto la capacità, meglio dire la volontà, di dimostrare dati alla mano; eppure tra i tanti giornalisti presenti in studio ed una intera redazione a disposizione non sarebbe stato difficile sputtanarlo, cosa che poi sarebbe stata perfettamente in tema con le notizie di mignotte e faccendieri che ha caratterizzato l’intero programma. Bastava infatti andare sul sito della camera (qui) per trovare immediatamente i dati ufficiali degli stipendi parlamentari e, calcolatrice alla mano, fare due veloci conti per verificare che lo stipendio netto di un semplice parlamentare ammonta a oltre 13 mila euro. A questo punto si sarebbe potuto chiedere lumi perchè i casi sono due o siamo di fronte ad un sottosegretario sottopagato oppure semplicemente ha detto una mezza verità, prendendoci per l’ennesima volta per il culo.

Mezza verità perchè alla domanda “lei quanto guadagna” la risposta riguarda solamente quanto dichiara. Voi vi chiederete: e non è la stessa cosa? Assolutamente no! Infatti più della metà dello stipendio dei parlamentari, ma anche dei consiglieri regionali, è composto da presunti rimborsi. La diaria e il rimborso spese per il rapporto con gli elettori che rappresentano più della metà dello stipendio pur essendo delle indennità fisse sono camuffate come rimborsi e quindi, proprio per questo, non rientrano ai fini fiscali nel reddito. Ma i rimborsi, per essere realmente tali, dovrebbero essere erogati in base a delle spese effettivamente sostenute e documentate come avviene per qualsiasi tipo di lavoratore. La casta invece li ha trasformati in indennità fisse truffandoci così doppiamente, prima incrementandosi lo stipendio inventandosi dei rimborsi forfettari poi escludendo questi dal reddito in quanto rimborsi.

Comunque sia il caro, è proprio il caso di dirlo, Castelli si considera un poveraccio nonostante i 145 mila euro di reddito e il fatto di aver già maturato una pensione di oltre 10 mila euro al mese (è in parlamento dal 1992), ma non ha nessuna remora ad aver approvato norme che congelano per tre anni gli stipendi dei dipendenti pubblici (media di 2 mila euro) e nessuna remora ad approvare norme che continuano ad aumentare l’età pensionabile. Forse è il caso che il popolo italiano si organizzi per aiutare questo poveraccio, e gli altri come lui, ad andare a fare in culo.

Categories:   Informazione, Politica