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set
09

Salasso ad oltranza

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Molti da queste parti utilizzano le cisterne per accumulare l’acqua da utilizzare per le proprie necessità idriche e sono convinto che mi risulterebbe impossibile trovare anche uno solo tra questi che, consapevole dell’esistenza di numerose crepe nella propria cisterna da cui si disperdono quintali del prezioso liquido, si ostini a pagare affinchè continui viaggi di autobotti cerchino inutilmente di riempirla. In una situazione del genere tutti farebbero l’unica cosa sensata da fare, risarcire le crepe affinché la cisterna torni ad essere un contenitore a tenuta stagna senza perdita alcuna.

Convinto allo stesso modo che tutti voi non esitereste un attimo a definire cretino chiunque nella citata situazione continuasse a versare acqua nella cisterna bucata, mi viene spontaneo chiedervi come definite quei milioni di Italiani, tra cui il sottoscritto e voi stessi, che continuano a versare milardi di denaro liquido in una cisterna ormai somigliante ad uno scolapasta al di sotto del quale si sono piazzati comodamente multinazionali, banche, prenditori Italiani e stranieri, lobby, privilegiati e caste varie.

La manovra finanziaria da 60 milardi di euro appena approvata dal Senato con il ricorso a quel voto di fiducia che sino a qualche giorno fa era assolutamente escluso dai massimi vertici governativi e che si appresta, con le stesse modalità, ad essere ratificato dalla Camera dei Deputati è esclusivamente composta da nuove entrate. I tagli previsti, che incidono per circa 10 miliardi, riguardano esclusivamente i trasferimenti agli enti locali (regioni, provincie e comuni) che altro non potranno fare che aumentare la tassazione locale (addizionli IRPEF, accise sui carburanti, ecc). L’altra sera su La7 l’economista Tito Boeri ha mostrato una serie di dati e di grafici evidenziando che a seguito di questa manovra finanziaria la tassazione in Italia sfiorerà il 50% (49,5% per precisione di cronaca). Per ogni euro che riusciremo a guadagnare grazie al nostro lavoro quasi la metà la dovremo girare allo Stato per ricevere in cambio servizi sanitari scadenti, un sistema scolastico tra i peggiori del mondo occidentale, un sistema di protezione sociale ormai ridotto all’osso ed una serie di altri servizi di pessima qualità.

Tutto ciò non sarà sufficiente a mettere in ordine e al sicuro il bilancio statale per il semplice ed ovvio motivo che nessuna falla, nessuna crepa, nessun buco è stato riparato e il salasso a cui dovremo sottoporci verrà ancora una volta ingurgitato dai soliti noti che poi ci manderanno l’ennesimo dottore di turno, si chiami Berlusconi, Bersani , Vendola o un altra figura di un governo di responsabilità nazionale che ci somministrerà la solita ricetta e la solita cura. Fino a quando non si provvederà a bloccare le perdite, a tappare le falle, a ridurre drasticamente le spese, nessun incremento della tassazione e nessuna manovra finanziaria, per quanto equa e ben distribuita possa essere, sarà in grado di risolvere i problemi economici che attanagliano il nostro paese.

Ma quando si parla di tagli bisogna essere precisi quindi diffidate degli slogan diffusi tramite pennivendoli e mezzibusti incartapecoriti. Chi annuncia tagli sia chiaro e preciso. Sui costi della politica si vuole solo diminuire il numero delle poltrone o diminuire stipendi ed abolire pensioni e buoneuscite? Sulle pensioni si vogliono tagliare le superpensioni o aumentare l’età pensionabile? E ancora, si vogliono tagliare le spese militari per guerre e armamenti? Si vogliono abolire i finanziamenti ai partiti? E quelli ai giornali e inceneritori? E sui costi previsti per le grandi ed inutili opere quali TAV e Ponte sullo stretto? E sulla corruzione che ci costa ogni anno più della manovra stessa?

Come, appena qualche mese fa, dissi che la manovra lacrime e sangue da 40 miliardi approvata col plauso del colle ad inizio estate non sarebbe bastata, oggi so che entro fine anno nonostante gli ulteriori 60 miliardi di questa finanziaria, saremo stottoposti ad un ennesimo salasso. Salassi che continueranno ad oltranza sino a quando avremo qualche goccia di sangue in corpo oppure sino a quando avremo il coraggio di reagire.

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