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Allarme rifiuti spaziali

Il cielo è sporco, così come la Terra. Il problema della spazzatura non è solo di questo mondo. Già da tempo si parla dei rischi connessi ai cosiddetti ‘rifiuti spaziali’, nati con i viaggi dell’uomo nello spazio e con lo sviluppo delle nuove tecnologie e dei satelliti. Ma adesso la situazione è diventata insostenibile. Così il National Research Council ha invitato l’Agenzia spaziale americana, la Nasa a contrastare l’aumento della spazzatura in orbita.

L’organizzazione no profit ha inoltre pubblicato un rapporto, lo scorso giovedì, dove illustra la stato dei rifiuti che diventa “sempre più pericoloso per le navicelle e gli astronauti”.
Secongo gli scienziati americani, ormai la situazione è critica. Lo ha dimostrato lo scorso giugno la tragedia sfiorata a bordo della Iss, che stava per essere colpita da un detrito. Gli esperti parlano di “punto di non ritorno” aggravato dal fatto che eventuali collisioni darebbero luogo ad un numero sempre maggiore di detriti vaganti.

È stato inoltre calcolato che il numero di elementi rilevanti sparsi per il cielo è pari a 22mila. Rientrano nel calcolo solo quelli di almeno 10 cm di diametro che orbitano attorno alla Terra. Spaventosa anche la velocità con cui si muovono: 28mila km orari. Si tratta di resti di satelliti e vecchi razzi ormai fuori controllo. Da qui nascono i timori dell’Nrc, che ha ribadito l’assoluta necessità di far fronte al problema. Diverse sono state le proposte fino ad ora avanzate, a partire da quella di Bologna, dove è stata messa a punto una speciale schiuma in grado di trascinare i detriti fuori dalla nostra orbita per poi distruggerli.

Tra le soluzioni proposte dall’Nrc vi è anche quella suggerita dalla Darpa, ossia una serie di reti per pescare i detriti, o ancora degli speciali ‘ombrelli’ in grado di spazzare letteralmente lo spazio spingendo i frammenti metallici a contatto con l’atmosfera terrestre, per farli bruciare.

Categories:   Ecologia/Ambiente

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