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Democrazia all’Italiana

La Democrazia in Italia non è mai esistita. Nel dopoguerra siamo passati direttamente dalla dittatura militare ad una dittatura partitocratica con partiti governati da servizi segreti (in particolare quelli americani), mafie e poteri economici Italiani e stranieri. La nostra Costituzione è rimasta una bella dichiarazione d’intenti rimasta sulla carta perchè in conflitto con gli interessi che i partiti in realtà tutelavano. Con la senconda repubblica e la scomparsa dei partiti tradizionali, mafie e lobby economiche, che sino a quel momento manovravano le file da dietro le quinte, sono passati direttamente in prima linea e il cosidetto leaderismo, con Berlusconi in cima a tutti, è stato un ottimo strumento a disposizione per poter dettare l’azione politica del nostro paese.

Nonostante ciò tutti hanno sempre cercato di dare una parvenza di democrazia. Congressi nazionali per l’elezione dei segretari di partito, lunghi ed estenuanti dibattiti parlamentari, tediosi discorsi in politichese erano tutti teatrini della politica utili a far credere che nel paese ci fosse un confronto democratico e le scelte effettuate fossero in sintonia col benessere socioeconomico del popolo che tali politici avrebbero dovuto rappresentare. Anche con la seconda repubblica, dove pure si è passati dai congressi ai leader autoproclamati e alle finte primarie, dai dibattiti parlamentari ad un esecutivo sempre più legislativo, dai tediosi disorsi agli slogan pollicitari, dalle elezione dei parlamentari alla loro nomina si è cercato comunque di far finta di essere in un paese democratico dove era il popolo tramite i suoi rappresentanti a prendere le decisioni.

A dimostrazione di quanto finto sia sempre stata la nostra democrazia basterebbe osservare il rispetto che questi rapprentanti hanno sempre mostrato nei confronti delle indicazioni dategli direttamente dai rappresentati. Mi riferisco alla scelta No Nucleare che abbiamo dovuto ribadire qualche mese fa, all’abolizione dell’immunità parlamentare divenuta autorizzazione a procedere, all’abolizione dei finanziamenti ai partiti divenuti rimborsi elettorali, alla ripubblicizzazione di beni comuni sacrificati ancora oggi sull’altare del liberismo e delle privatizzazioni; per non parlare poi delle numerose leggi di iniziativa popolare che da da anni giacciono nei cassetti del parlamento.

Una finta democrazia dove l’unica concessione data al popolo è la possibilità di mettere una ics sul meno peggio, visto che anche la nascita di nuovi soggetti politici (veramente nuovi) è un ardua lotta contro la burocrazia e l’impossibilità di trovare spazio e visibilità sui mezzi di disinformazione.

Tale assenza di democrazia è talmente evidente e nota a tutti che anche il teatrino della finta democrazia comincia a venir meno. L’emergenza economica in cui versa il nostro paese, se fossimo in una vera democrazia, avrebbe spinto tutti gli organi di indirizzo politico dal parlamento ai consigli regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali ad un incessante ed estenuante lavoro. 6 ore al giorno per 6 giorni la settimana come minimo per spulciare tutte le leggi, le delibere, le determine e persino ogni singola nota spese delle nostre istituzioni, enti ed aziende per effettuare con precisione chirurgica i tagli e le ottimizzazioni necessarie. Invece se ne sono andati tutti in ferie e la finanziaria che determinerà il futuro del nostro paese per i prossimi anni se non decenni è stata decisa a tavolino da due sole persone: un venditore di tappeti ed un cerebroleso con la complicità di un presunto tecnico che sino a qualche mese fa rassicurava tutti sulla solidità del nostro sistema economico.

60 milioni di persone, decine di migliaia di politici superpagati e superpivilegiati e il futuro del paese nelle decisioni di due sole persone. Se questa è democrazia è democrazia all’Italiana.

Categories:   Politica