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Andare oltre

Semplificazione è sempre più sinonimo di delega. Delega a poltici  regionali o nazionali, al sindaco e l’assessore,  ai rappresentanti sindacali, fino ad arrivare  agli insegnanti nelle cui mani mettiamo l’istruzione e l’educazione dei nostri figli. Questo è il messaggio che sta passando sempre più frequentemente nel concetto di democrazia degli italiani: lasciamo fare agli altri, che vuol dire non “semplifichiamo le cose” ma semplifichiamoci la vita delegando.

E allora lasciamo che il sindaco e gli assessori decidano senza di noi come amministrare il nostro territorio, lasciamo che i rappresentanti sindacali firmino contratti che condizioneranno la nostra vita fino alla pensione, lasciamo che gli insegnanti si occupino della formazione dei nostri figli e li educhino per noi. Diamo a degli estranei la nostra vita “chiavi in mano” perchè noi non abbiamo tempo per pensarci; abbiamo altro e di meglio da fare.

In fondo, quali i problemi che dovremmo condividere? Una buca da asfaltare davanti a casa, il lampione stradale che non funziona, il vicino che continua a parcheggiare l’auto nel nostro posto riservato. Ma siamo sicuri che siano questi i problemi?

NO! Non sono questi i problemi.

I problemi sono i rifiuti che continuiamo a produrre e non sappiamo come smaltire, i problemi sono i piani energetici regionali e nazionali che non ci sono, i problemi sono le scuole che non hanno fondi nemmeno per fare  le fotocopie, i problemi sono gli asili nido che costano un capitale e oggi se hai un figlio il mutuo non te lo fai per pagarti la casa ma per pagare il nido. Sono problemi che coinvolgono tutta la comunità e tutta la comunità ne deve essere partecipe. Dobbiamo uscire dalla  campana di vetro che ci protegge e ci nasconde e dalla nostra illusione che il mondo finisca dove finisce il nostro naso. Il mondo, che ci piaccia o no, che lo vogliamo o no, è l’immigrato che non sa come vivere e che non sappiamo come accogliere, è il bambino rom che muore soffocato dentro la baracca, sono i morti di tumore causati dall’inquinamento che ci guasta l’aria, è la cementificazione folle, insensata e inutile che serve solo ad arricchire i pochi sulla pelle di tutti.

Dobbiamo smetterla di guardare la pagliuzza nell’occhio dell’altro e non guardare la trave che ci acceca perchè, prima o dopo da questo letargo ci dovremo svegliare. Le risorse finiranno e se andiamo avanti così finiranno più presto di quanto pensiamo e svegliarsi allora sarà tardi. Facciamolo ora finchè siamo in tempo; abbiamo bisogno di tutti, abbiamo bisogno di essere uniti e di essere tanti, aldilà ed oltre le fedi e le ideologie.

Qui non si tratta di destra o di sinistra nè di credere o non credere in Dio, si tratta di salvare il futuro. Possiamo farlo se siamo uniti, se ci muoviamo tutti, se riprendiamo coscienza del nostro ruolo e del nostro peso, se smettiamo di delegare, se ci riappropriamo della libertà di critica e di pensiero, se spegnamo la televisione e ci fermiamo a riflettere cercando la verità dentro di noi. Ognuno di noi vale ed ogni contributo è necessario e indispensabile.

“Uno vale Uno e insieme andremo Oltre”

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