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Rifiuti e marciapiedi

L’altro giorno ho ricevuto, per conoscienza, una mail in cui un cittadino segnalava la scarsa attenzione nel posizionamento dell’arredo urbano soprattutto nel centro storico. In particolare un cestino portarifiuti posto nei pressi della scalinata Mons Antelmi che rende di fatto impraticabile il relativo marciapiede. La mail inviata a diversi uffici comunali tra cui sindaco, assessore competente e difensore civico è stata inoltrata anche al sottoscritto, ad alcuni organi di stampa e ad un paio di consiglieri di opposizione di destra. A seguire il testo completo e le mie considerazioni sui temi sollevati inviate agli stessi destinatari ed in aggiunta, per par condicio, all’unico consigliere di opposizione di sinistra.

Salve,
a seguito e in riferimento al confronto verbale sorto con l’ass. Iaia in data 16 c.m. presso la scalinata Antelmi ad Ostuni durante la Sua fase di direzione ai lavori per l’installazione dei nuovi cestini per la spazzatura nelle zone nevralgiche del paese volti ad evitare l’indiscusso problema dei rifiuti che, soprattutto in questo periodo,  invadono le vie cittadine, ci tengo a puntualizzare in forma scritta quanto gia’ verbalmente espresso.
Mi permetto di obiettare sul posizionamento, apparentemente poco meditato, di alcuni dei suddetti cestini.
In un paese in cui, per la particolare conformazione urbana, l’eliminazione delle barriere architettoniche rappresenta uno dei punti piu’ difficili da affrontare, e in cui gia’ “per natura” la viabilita’ pedonale risulta, in diversi tratti, ostruita o deviata (alcuni marciapiedi sono talmente stretti che qualsiasi persona fa fatica a passare, in particolare se con la carrozzina), l’arredo urbano dovrebbe essere progettato nel migliore dei modi.
Ritengo sia necessario tutelare tutti, in modo tale che la progettazione urbanistica non diventi un’insidia o un trabocchetto, ma si riveli un aiuto prezioso anche per la sicurezza.
Per tutelare il piu’ possibile i pedoni (la carta europea dei diritti del pedone ci offre un ottimo insegnamento) e’ necessario progettare con qualita’, criterio, cura e con un minimo di buonsenso l’arredo urbano, tenendo conto delle diverse necessita’ di ogni cittadino, senza quindi andare a penalizzare nessuno.
Non ho potuto fare a meno di notare, e segnalare all’assessore, ottenendo risposte poco affini al tema, l’errata installazione del cestino posizionato su largo Lanza /angolo via Carmignano (allego foto n.ro 1 e 2): lo stesso cestino ostacola letteralmente il passaggio pedonale mettendo addirittura a rischio chi, arrivando da via Lanza, voltando l’angolo, se lo ritrova prepotentemente davanti.
A mente dell’art. 3, comma 1, n.ro 33, C.d.S. il marciapiede e’ la parte esterna della carreggiata viaria, rialzata o in altro modo delimitata e protetta, caratterizzata da una intrinseca sicurezza (che in questo caso verrebbe a mancare) a garanzia dell’utenza debole della strada, composta dai pedoni e, in particolare, dai disabili, dagli anziani e dai bambini, meritevoli tutti di una particolare tutela dai pericoli derivanti dalla circolazione stradale.
Il pericolo si conferma ancora piu’ grave considerando che il cestino sia stato posizionato vicino a tubature e contatori del gas; com’e’ noto basterebbe una cicca di sigaretta accesa buttata distrattamente vicino a un cumulo di cartacce e spazzatura per sviluppare anche piccoli incendi che pero’ possono subito creare danni anche piu’ consistenti.
Meno pericoloso ma decisamente di cattivo gusto la collocazione di un terzo cestino, vicino a 2 (GIA’ DIVERSI FRA LORO) preesistenti (foto n.ro 3) proprio ai piedi della scalinata Antelmi.
Invito le amministrazioni locali a valutare quanto espressamente da me dichiarato al fine di migliorare la situazione e spalmare in modo piu’ adeguato i suddetti cestini.
Siano chiari, e ci tengo a specificarlo, i toni NON polemici, ma volti semplicemente al confronto e ad un’attenta valutazione dei fatti, in una citta’ di tutti che possa essere non solo accogliente ,ma anche bella da vedere… e da vivere.

Grazie per l’attenzione
Alessandro Sozzi

Nel ringraziarla per le acute osservazione mi permetto di esprimere alcune mie considerazioni sulle problematiche da lei esposte.

Rifiuti e marciapiedi, due argomenti esemplari dell’inettitudine di questa amministrazione nel gestire l’ordinario, l’ovvio, il banale. Pensare che c’è chi si aspetta da questi ciarlatani delle risposte ai complessi problemi di cui soffre la società contemporanea, soprattutto oggi di fronte ad una drammatica crisi economica affrontata dal nostro paese nel modo peggiore e più deleterio per la popolazione.

Il tono non polemico della mail che mi avete inviato per conoscienza, si evince anche dalle foto allegate, probabilmente realizzate poco dopo lo svuotamento dei cestini portarifiuti ivi ritratti. Sarebbe bastato, come ho fatto io più volte, effettuare quelle foto anche solo verso le otto di sera per ritrarre quei cestini trabordanti di rifiuti, mentre a notte inoltrata spesso risulta difficile scorgerli perchè completamente sommersi. Situazione identica è riscontrabile sulle spiagge dove a parte la considerevole quantità di simboli del progresso incastonata  tra la macchia mediterranea, i rari cestini risultano stracolmi già nelle prime ore della mattinata senza che ci sia nessuno che si preoccupi di svuotarli, tant’è che all’imbrunire anche questi  di fatto spariscono sotto montagne di buste e rifiuti vari. Se la tecnica della fotografia ci permette di documentare tutto questo e quella dell’informazione di divulgarle tramite il web, nulla è stato ancora inventato per registrare il lezzo nauseabondo che questi monumenti all’inettitudine dei nostri amministratori emanano. Vale la pena ricordare che in un sondaggio svolto lo scorso anno dall’associazione Borgostuni una delle principali lamentele dei turisti risultava essere “città e spiagge sporche”.

Posso già immaginare a questo punto la risposta del nostro Sindaco con i riferimenti alla Bandiera Blu (concessa nonostante non si è in possesso dei requisiti minimi – vedi qui), alle 5 vele (dateci da una associazione che sino ad un paio di anni fa definiva Ostuni “pietra dello scandalo del Salento” – vedi maremonstrum 2008 pag.47), al consenso elettorale (come se fosse dipendente alla capacità di governare-amministrare – non cito per questioni di spazio) e poi bla, bla, bla….

Sui marciapiedi poi sarebbe il caso di rivolgersi a  Chi l’ha visto perchè trovarne uno degno di essere definito tale ad Ostuni è impresa ardua. E non solo nella parte antica della città dove per ovvi motivi risultano di difficile realizzazione o adeguamento, ma anche e soprattutto nella parte “moderna”. Stretti, parzialmente occupati da piante ed espositori di merce varia, con la presenza di numerosi scalini alcuni di considerevole altezza e generalmente senza idonei scivoli  definirli marciapiedi è un azzardato eufemismo.
Stendiamo,infine, un velo pietoso sulle barriere architettoniche. Basta pensare che a tutt’oggi non si è stati capaci, tra un rondò ed un altro, di realizzare uno scivolo di fronte all’ufficio ASL dove si effettuano le visite della commissione invalidi.

Naturalmente neanche questa mail vuole assumere toni polemici. D’altro canto non attribuisco grandi colpe ai nostri amministratori. Non sono così per lassismo o cattiveria è che sono incapaci, un incapacità mentale, strutturale, congenita oserei dire. Non lo fanno apposta, sono proprio così, che ci vogliamo fare.

Saluti.
Mariani Paolo

Categories:   Politica