iapra li  uecchie

Menu

Terza guerra mondiale

Albert Einstein? diceva: “Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale, ma la quarta sì: con bastoni e pietre”.
Io non so con cosa si combatterà la quarta guerra mondiale, ma sono sicuro che Einstein non avrebbe mai immaginato di vedere combattere la terza a suon di rating, titoli di stato, CDS, spread, default e cose simili.
E’ inutile girarci intorno e cercare di addolcire la pillola: siamo in guerra, la terza guerra mondiale. Una guerra strana, una guerra che (apparentemente) non fa morti, una guerra che non ci aspettavamo e che in tanti ancora non riconoscono. Ma è una guerra a tutti gli effetti. Piuttosto, la cosa originale di questa guerra è che non si combatte tra uno stato e l’altro, ma tra gli stati e un’entità anomala: il mercato. Anzi, una parte del mercato, perché anche io faccio parte del mercato quando vado a comprare la frutta. Parlo delle grandi finanziarie, delle banche, di chi dispone di enormi quantità di denaro (spesso non suo): in una parola, degli speculatori.
Questa gente senza scrupoli ha un solo scopo: guadagnare. In qualsiasi modo. A qualsiasi costo.
Ci raccontano che la speculazione attacca il nostro debito perché non abbiamo un governo credibile. Cazzate! E’ vero che non abbiamo un governo credibile, ma non è per questo che siamo nel mirino di questi assassini. A loro interessa solo guadagnare, per cui continueranno a far oscillare i nostri titoli finché gli farà comodo. La speculazione non guadagna quando i titoli stanno su o quando stanno giù, ma quando il loro valore si muove. E più si muove, più c’è occasione di guadagno.
Tutta la settimana scorsa i titoli di stato italiani sono stati sotto un pesante attacco, che ha avuto come conseguenza l’aumento del relativo tasso di interesse. Il famoso “spread coi bund”, che non è un piatto tipico altoatesino, ma la differenza di interesse da pagare sui nostri titoli rispetto a quelli tedeschi, è volato alle stelle. Vero. E questo, ci dicono i nostri organi di (dis)informazione, crea grossi problemi alle finanze italiane perché rende più costoso il debito pubblico. Cazzate!
Questo sarebbe vero se oggi ci fosse un’asta per vendere sul mercato i nostri titoli. Ma Tremonti ha sospeso tutte le aste di titoli fino alla fine di agosto, per cui le conseguenze di tutto questo casino non incideranno sulle nostre finanze fino a settembre. L’unica conseguenza immediata è che qualcuno guadagna e qualcuno perde, ma è tutto un gioco tra squali che si azzannano; per i nostri conti non cambia niente.

Quando invece a settembre ci saranno le nuove aste dei titoli di stato, allora la cosa ci riguarderà direttamente, perché un tasso di interesse alto significa un’ulteriore impennata del debito che ci porteremo appresso per i prossimi anni. Si può evitare questo? Certo.
Una delle misure previste in sede europea nella famosa riunione di fine luglio, è l’acquisto da parte dell’EFSF (una sorta di FMI, emanazione della banca centrale europea) dei titoli di stato dei paesi europei in difficoltà. Una buona idea. Se alle prossime aste di settembre il mercato arrivasse a chiedere, cosa assai probabile, il 6-7% di interesse per acquistare i titoli italiani, per noi sarebbero guai; ma se l’EFSF dicesse “li compro io al 3%”, oltre a far respirare il nostro debito, taglierebbe le gambe agli speculatori.
Io non so se questa cosa avverrà a settembre, intanto sta succedendo oggi, anche se con un significato completamente diverso. Oggi non si va ad agire sul tasso di rendimento, cosa che si può fare solo in sede di nuova emissione, ma sul valore corrente.

La BCE, e di conseguenza i governi di Francia e Germania, fanno la loro bella figura dimostrando di avere a cuore le nostre sorti. Il nostro governo tira il fiato e può dire che l’Europa è con noi e la loro politica viene appoggiata all’estero e bla bla bla… Gli italiani si tranquillizzano perché tanto c’è chi ci pensa e loro possono rimanere sotto l’ombrellone che comunque non succederà niente di grave.
Peccato che nessuno dica un paio di cose scomode.
La prima è che gli speculatori, gli unici a poterlo fare a ragion veduta, ridono. Ridono perché con questa operazione la BCE ha prodotto altro movimento sui mercati e, come ho spiegato sopra, quando c’è movimento, non importa in quale direzione, si aprono nuove occasioni di guadagno per chi muove denaro.
L’altro aspetto taciuto è che questa operazione, fatta oggi, non ha effetti reali sulle finanze pubbliche. L’abbassamento del differenziale con i titoli tedeschi, e quindi dei tassi che dovremo pagare prossimamente, è solo una prospettiva. Se alle aste di settembre la situazione sarà ancora quella di oggi, allora ne avremo un reale risparmio sugli interessi, ma con la situazione che cambia di ora in ora questa è pura utopia.
Se alle aste di settembre la BCE vorrà realmente difendere i titoli italiani dovrà comunque comprarli a tassi più bassi di quelli richiesti dal mercato, e in ogni caso l’operazione di oggi non sarà servita. Anzi, oggi si sono consumate risorse che potevano essere utili il mese prossimo. Perché non basta avere un’arma a disposizione, bisogna anche saperla usare e, soprattutto, usarla nel momento giusto.

Oggi la BCE ha fatto come quel poliziotto che va a catturare il ladro, ma comincia a sparare quando ancora sta ad un chilometro di distanza: il ladro lo sente e scappa, oppure si organizza, ma quando il poliziotto arriva ha comunque consumato la sua scorta di proiettili.
La domanda sorge spontanea: ma la BCE ci è o ci fa?
Io non credo alla stupidità, non a questi livelli, per cui l’unica conclusione che ne posso trarre è che la dittatura finanziaria che oggi sta distruggendo il mondo governa anche la BCE. Cosa di cui del resto sono convinto da tempo.

Aveva ragione Ezra Pound? quando diceva: “I politicanti sono i camerieri dei banchieri”. A noi non rimane che fare gli sguatteri e lavare i piatti che altri hanno sporcato.

Categories:   Economia/Lavoro

Tags: