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Ci siete o ci fate?

“Ci sei o ci fai?” è la colorita domanda che l’altro giorno Antonio Di Pietro ha posto al Presidente del Consiglio dopo il suo scontato quanto inutile e vuoto discorso alla Camera. Ci siete o ci fate? è, invece, la domanda che io giro a voi Italiani. Perchè? Perchè è l’unica domanda che mi viene in mente per un popolo che inerme assiste a questa grottesca sceneggiata.

Immaginatevi su una grande nave, un transatlantico nel pieno di una tempesta con onde gigantesche che la sballottano di qua e di la. Tutto, in questa nave, trema, cade per terra facendo un clamoroso fragore, bicchieri e piatti rotti in ogni angolo, lampadari che dodndolano come altalene con sopra un bambino. Nel pieno di questo trambusto ecco che arriva l’intero equipaggio vestito di tutto punto; davanti a tutti il capitano che con voce calma e ferma comincia a parlare: la nave ha diverse falle ed ha imbarcato moltissima acqua ma la situazione non è tragica, stiamo meglio di altre imbarcazioni anzi qualcuna è già affondata, la nostra nave è forte e solida è la tempesta che non se ne accorge e poi anch’io sono qua sopra e se si affonda affogo pure io. A seguire gli altri componenti dell’equipaggio; chi elogia le parole del comandante definendole le uniche possibili e chi, invece, sostiene che si sta affondando e bisogna salvare il salvabile e per questo propongono di sostituire il capitano con un altro che dirà le stesse cose ma lo farà con un’altra faccia e maggior consenso, di abbandonare in mare le scialuppe di salvataggio per diminuire il peso della nave, di lucidare i lampadari così da creare bei effetti di luce mentre dondolano e acquistare nuovi servizi di piatti in sostituzione di quelli rotti.  Pochi passeggeri urlano la loro disperazione, riferiscono di molti già sotto il livello dell’acqua negli scompartimenti inferiori, altri impegnati ad annaspare per rimanere a galla non hanno la forza di dire nulla, ma la stragrande maggioranza continua a svolgere tranquillamente le proprie attività. Chi gioca a carte, chi nella sala cinematografica a vedersi una commedia, chi al bar a bere un aperitivo e chi in cabina a farsi la doccia prima di andare a cena. I più temerari sul ponte a prendersi una boccata d’aria.

Ci siete o ci fate? L’Italia è in balia di una tempesta economica senza precedenti ed ha bisogno di recuperare in breve tempo  un fiume di denaro contante. Si potrebbe recuperarlo chiudendo le falle (guerre e spese militari, inutili e disastrose grandi opere come la TAV o il ponte sullo stretto, privilegi delle varie caste, finanziamenti publici per vertiginosi guadagni privati tipo giornali di partito, inceneritori e nuovi San Raffaele), invece si tagliano i servizi essenziali (scialuppe di salvataggio) e si aumenta la pressione fiscale (lampadari e piatti). Nel frattempo parte del popolo è affogato (sprofondato nella disoccupazione e nella povertà), alcuni annaspano tanto hanno stretto la cinghia, ma mentre in pochi hanno il coraggio di dire che l’unica soluzione è buttare a mare l’intero equipaggio e riprendere il comando della nave la maggior parte continua indifferente le sue attività.

Ci siete o ci fate? Mi rimane da sperare che ci fate.

Categories:   Politica, Società/Cultura