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In attesa del default

Pure i nostri animali domestici sanno ormai bene che la finanziaria lacrime e sangue da poco approvata col plauso del colle non basterà a farci uscire dai drammatici guai in cui ci troviamo. Bastano un paio di giorni in cui gli interessi sul debito aumentano per vanificare quelle misure. Preprariamoci quindi ad ulteriori sacrifici che a breve ci saranno descritti come indispensabili e risolutivi.

Uun anticipazione ce l’avremo già oggi con Berlusconi che ha deciso di metterci la faccia (quale?). Qualunque cosa dirà di certo noi sappiamo già a chi toccherà pagare e pagare con soldi cash non rinuciando alla gratuità di un qualche servizio. Quà ci vuole materia per rimpinzare le casse immediatamente, così come i vampiri vogliono il sangue fresco gli operatori economici vogliono vedere i soldi contanti e quando uno stato deve racimolare soldi contanti altro non può fare che prelevare dove questi sono ben visibili, quindi conti correnti, stipendi e aumento pressione fiscale compresi l’aumento della tassazione sui beni di consumo (IVA, accisa benzina, ecc). Pensare che tutto questo possa in un qualche modo dare impulso ad un economia basata sul consumo è semplicemente ridicolo.

Rimane da scoprire, a breve, quale sarà la reazione degli Italiani quando gli verrà negata una o più mensilità, quando gli verranno prelevati soldi dal conto corrente, quando dovranno pagare qualsiasi servizio ed il prezzo della benzina passerà la soglia dei due euro al litro. Quale sarà la reazione degli Italiani quando questi soldi saranno usati per finanziare le guerre in terre lontane, per mantenere i privilegi delle varie caste (politica-sindacale-industriale) definite indispensabili per la democrazia, per realizzare inutili infrastrutture quali la TAV ed il ponte sullo stretto, per realizzare ospedali pubblici da dare in gestione ai privati, per mantenere giornali che continuano a infarcirci di stronzate.

Il timore è che si vada alla deriva molto più di quanto non si è fatto sino ad oggi dove i violenti scontri nelle piazze saranno solo l’aspetto meno drammatico.

Categories:   Economia/Lavoro, Politica