iapra li  uecchie

Menu

Genova, nome per nome

Dalla protesta di Seattle alle violenze della scuola Diaz, questo libro raccoglie la memoria storica di sette giorni che hanno cambiato il corso della storia e della politica del paese. Mentre in Italia infuriava il ciclone mediatico fatto di libri istantanei, polemiche giornalistiche, manipolazioni televisive e ricostruzioni politicizzate, l’autore di questo libro e’ andato controcorrente, raccogliendo con pazienza per due anni materiali e fonti dirette per un dossier di 600 pagine. Una memoria lucida, precisa e testarda dei fatti di quei giorni.

Grazie al confronto incrociato tra decine di fonti indipendenti, molte questioni ancora aperte di quel luglio insanguinato trovano finalmente una risposta: Come mai nelle Caserme di Bolzaneto e Forte San Giuliano la procura di Genova ha proibito i colloqui degli arrestati con i loro avvocati? Perche’ il vertice e’ costato venti volte di piu’ delle devastazioni? E’ vero che i black bloc colpiscono solo le vetrine delle grandi multinazionali? A Genova ci sono stati poliziotti inflitrati tra i devastatori? Tra i “neri” c’erano anche ultra’ e criminali comuni? Chi ha ordinato la carica dei carabinieri che ha dato il via agli scontri culminati in piazza Alimonda? Come ha fatto un piccolo gruppo di ciclisti “no-global” a violare la zona rossa in bicicletta? Dove dormivano a Genova i black bloc? Perche’ Bruno Vespa ha annunciato in televisione il nome del ragazzo ucciso durante gli scontri, quando i genitori non erano ancora stati informati? Quali sono i poliziotti che hanno raccontato i pestaggi compiuti dai loro colleghi all’interno delle scuole Diaz, Pascoli e Pertini? Chi e’ il funzionario di polizia che ha ordinato la carica sui manifestanti pacifici in piazza Manin? Perche’ un infermiere penitenziario ha perso il lavoro dopo aver raccontato quello che ha visto nella caserma di Bolzaneto? Quanti sono stati i feriti e gli arrestati durante i giorni della contestazione? Perche’ il ministro della Giustizia ha dichiarato al comitato parlamentare d’indagine che “il termine campo di concentramento non ha un’accezione negativa”? Come sono arrivate le due “molotov fantasma” all’interno della scuola Diaz? Perche’ il documento finale del G8 fa riferimento ai “consumatori” anziche’ ai “cittadini” quando si parla di biotecnologie alimentari? Come sono stati spesi i 240 miliardi utilizzati per il vertice? Perche’ il gas dei lacrimogeni, respirato abbondantemente da molti manifestanti, ma soprattutto dai poliziotti, e’ classificato come “arma chimica” in tempo di guerra e descritto come un agente innocuo in tempo di pace?

Tutto questo e molto altro ancora e’ raccontato in “Genova, nome per nome”, una inchiesta indipendente sui fatti di Genova pubblicata da Carlo Gubitosa e dalle edizioni Altreconomia, che hanno puntato sulla qualita’ e sull’approfondimento di questa ricostruzione per mettere in discussione la superficialita’ e la fretta dell'”informazione spettacolo”.

La parte centrale del volume e’ ovviamente dedicata ai “sette giorni di Genova”, da lunedi’ 16 luglio 2001 alla domenica 22: qui, giorno per giorno, sono descritti avvenimenti ormai dimenticati, come per esempio la bomba che il 16 luglio fa il primo ferito (una lettera esplosiva invita ai Carabinieri di Genova San Fruttuoso) e quelle dei giorni successivi a Rete4, Benetton e a Bologna, ma anche l’arrembaggio di Greenpeace, l’iniziativa di “bici contro G8”, la perquisizione al Carlini, i no-global di destra, il concerto di Manu Chao e i lavori del Forum, le azioni dirette nonviolente dei lillipuziani…

Fino ad arrivare al corteo dei migranti e al fatidico venerdi’ 20 luglio, il giorno della morte di Carlo Giuliani. Qui la ricostruzione si fa minuziosa, con un collage di testimonianze dirette, filmati, foto, relazioni di servizio delle forze dell’ordine, audizioni davanti al Comitato parlamentare d’indagine, perizie.

Il libro prosegue con le visite “di cortesia” dei parlamentari di Alleanza nazionale nella sala operativa della Questura di Genova, gli ordini di caricare il corteo di sabato 21, la strategia dei black bloc, la riunione che decide l’assalto alla scuola Diaz. Anche qui, comandi, scelte operative e scelte politiche hanno nome e cognome. E cosi’ per quello che succede a Bolzaneto, e nei vari ospedali dove vengono portati i feriti piu’ gravi.

In coda al libro, oltre ad un corposo indice analitico che raccoglie in 15 pagine tutti i nomi dei protagonisti, le vie del G8, e’ presente una raccolta di testimonianze dei manifestanti, inviate all’associazione PeaceLink per la realizzazione di un dossier gia’ consegnato al segretariato internazionale di Amnesty International. A questo si aggiungono i racconti diretti di alcuni poliziotti e carabinieri, che presentano la loro prospettiva sugli eventi del luglio genovese con una serie di racconti diretti che restituiscono nella loro integrita’ i pensieri degli operatori delle forze dell’ordine.

“Genova, nome per nome. Le violenze, i responsabili, le ragioni” e’ un’inchiesta storica accurata, dettagliata, approfondita fino al limite della sopportazione. Ma e’, soprattutto, un atto di passione giornalistica e civile. Perche’ solo se si conosce quanto e’ accaduto, e perche’, e’ possibile evitare che errori e orrori della storia (anche quella “breve” delle nostre vite quotidiane) si ripetano.

Un testo da leggere e far leggere, che oggi ci permette di capire un po’ meglio quello che due anni fa ci era parso tragicamente incomprensibile.

Categories:   Società/Cultura