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Loro il fumo noi l’arrosto

Che c’entra il numero dei consiglieri con i privilegi della casta e i costi della politica? Portare da 70 a 60 il numero dei consiglieri regionali pugliesi comporterebbe una diminuzione dei costi intorno al 10% annuo, quindi un risparmio di circa 800 mila euro. I costi rimarrebbero comunque molto onesrosi e i restanti 60, più gli assessori, continuerebbero a beneficiare degli ingiustificabili e vergognosi privilegi oggi previsti. Il tentativo è ovvio, cercano di buttare fumo negli occhi per distogliere l’attenzione dei cittadini dal vero nocciolo della questione. I privilegi appunto.

Diminuire il numero dei consiglieri non avrebbe alcun effetto sul diritto di questi a percepire un assegno vitalizio da migliaia di euro dopo soli 5 anni di “duro lavoro”. Loro continuerebbero a beneficiare di questo privilegio, mentre il resto della comune popolazione potrà andare in pensione solo dopo 40 anni di contributi con, quando va bene, un migliaio di euro al mese.

Diminuire il numero dei consiglieri non avrebbe alcun effetto sui loro stipendi. Loro continuerebbero a ricevere decina di migliaia di euro mensili più una serie infinita di rimborsi per ogni minima spesa, mentre la maggior parte dei lavoratori dovrebbe continuare a vivere con i salari più bassi d’europa e l’impossibilità ad arrivare a fine mese. Condizione sempre più drammatica anche a causa del continuo innalzamento della pressione fiscale utilizzata anche per pagare i loro lauti compensi.

Diminuire il numero dei consiglieri non avrebbe alcun effetto sul finanziamento ai partiti che gli Italiani avevano abolito con un apposito referendum. Loro continueranno a percepire miliardi di euro all’anno in rimborsi elettorali e saranno gli Italiani coi loro sacrifici lacrime e sangue a darglieli.

E neanche l’acquisto di un Ipad per consigliere a spese dei contribuenti, il contributo di 5 mila euro all’associazione dei consiglieri regionali, l’assicurazione infortuni estesa anche agli ex-consiglieri e per cause anche non inerenti le loro funzioni e l’abbonamento alla rete autostradale “gentilmente” offerto dalle casse regionali subirebbero un qualche effetto dalla diminuzione del numero dei consiglieri.

Diminuire i consiglieri regionali avrebbe invece effetti sulla rappresentatività e a pagarne maggiormente le spese sarebbero le minoranze a tutto vantaggio dei grandi partiti, che ormai agonizzanti stanno cercando di rimandare quanto più possibile la dichiarazione ufficiale del loro decesso.  Come mi ha fatto ben notare l’amico Giovanni la riduzione del numero dei rappresentanti politici era previsto nel piano di rinascita della loggia massonica P2. Il potere in mano a pochi è più facile da “gestire”.

Ma poi questa riduzione la vogliono fare davvero? Il testo approvato nella competente commissione si già arenato ieri in consiglio regionale. Se ne riparlerà dopo le ferie estive quando i riflettori mediatici sull’argomento si saranno spenti. Negli interventi in aula l’emblema della situazione. Un esempio su tutti: Antonio Maniglio, vice presidente del Consiglio, sulle poltrone regionali dal 2000 e che potrebbe andare in pensione da domani coi suoi 56 anni di età ed un vitalizio da 10 mila euro al mese, si è lamentato del “senso di precarietà che vivono alcuni consiglieri, in particolare quelli di prima nomina”. Invito tutti i precari d’Italia a mandarlo precariamente a fare in culo. Non parliamo poi del Presidente di Regione più pagato d’italia, professione politico, sulle lautamente pagate poltrone dal 1992, deputato prima e Presidente di regione poi, ha già maturato ben due vitalizi cumulabili tra loro e potrebbe andare in pensione nel 2013 alla tenera età di 55 anni con circa 18 mila euro mensili.

Il numero dei consiglieri regionali con tutto questo non c’entra nulla. Si vuole veramente ridurre i privilegi della casta? E allora si inizi dall’abolizione dei finanziamenti ai partiti e quelli ai loro giornali, dall’abolizione dei vitalizi e da una drastica riduzione di quelli già oggi erogati e la si smetta con tutte queste chiacchere. L’informazione faccia il suo mestiere e dica esattamente come stanno le cose, ieri sera Tg Norba 24 parlando dei vitalizi regionali ha detto che quello più alto ammonta a 4 mila euro mensili. Balle, tutte balle 4 mila euro sono quelli più bassi perchè si arriva fino a 10 mila, bastava andarsi a leggere questa delibera dove troverete l’elenco di tutti i beneficiari e relativi importi.

Sulla mia bacheca Facebook ho messo dei sondaggi, quanto deve essere lo stipendio dei consiglieri e del Presidente della Giunta, i vitalizi e gli assegni di fine mandato vanno ridotti o aboliti? Dite la vostra.

Vi ricordo che la proposta Zero Privilegi Puglia che alcuni cittadini aderenti al moVimento 5 stelle stanno predisponendo prevede: riduzione degli stipendi del 50%, abolizione di vitalizi e assegno di fine mandato. Ciò significa risparmi per 10 milioni di euro all’anno, 50 milioni a legilatura. Loro il fumo noi l’arrosto.

Categories:   Politica