Seguimi su facebook twitter Google + youtube picasa foursquare RSS
lug
25

Bretelle nove per li canze strazzate

Di · Commenti (0) Stampa Stampa · Vota

Immaginate di essere all’interno di una boutique come ce ne sono tante nei centri cittadini o commerciali, una di quelle che vende solo capi firmati e di un certo costo. All’improvviso vedete entrare un tizio con pantaloni e camicia (li canze appunto) tutti stracciati e sporchi che si dirige verso il reparto cinture e bretelle. Lo osservate bene, non indossa un qualche capo “alla moda” ma veri e propri vestiti vecchi tutti sunti, unti e bisunti ed anche l’indossatore non pare proprio un modello di igiene e pulizia. Questo passa in rassegna tutte le cinte e le bratelle esposte fino a scergliene un paio di quelle luccicanti con la firma ben in vista e dall’oneroso prezzo, quindi dopo aver pagato alla cassa il dovuto le indossa e, sempre coi suoi vestiti tutti sunti, unti e bisunti beato si allontana. Preso atto che non si tratta di una candid camera, che cosa pensereste della scena appena vista? Non so voi, ma a me il primo pensiero sarebbe “è assai il danno a quello”!

E se “è assai il danno a quello” è altrettanto assai il danno agli Ostunesi. Perchè? Perche si stanno comportando allo stesso modo. Infatti è in fase di ultimazione la bretella stradale sulla  provinciale per Villanova che l’amministrazione comunale  per nome e conto dell’intera popolazione, ha deciso di realizzare per, a loro dire, dividere il traffico diretto a mare da quello interno alla zona industriale rendendo quest’ultimo più sicuro. Zona industriale che, come lo strano personaggio di cui sopra, possiede solo ed esclusivamente canze strazzate. E’ infatti impossibile trovare un tratto di strada, o meglio un solo metro quadro, dove non siano presenti buche di considerevoli dimensioni. Avete a mente il gruviera, il tipico formaggio svizzero? Ecco la situazione delle strade nella zona industriale è esattamente la stessa, peccato non sia altrattanto gradevole agli automobilisti e autotrasportatori costretti a percorrerle. Immaginate la situazione quando piove con tutte quelle “piscine” che di fatto nascondono alla vista la loro profondità e le bestemmie di quelli che, ignari della reale situazione, ci finiscono dentro con le ruote dei loro veicoli. Per non parlare poi di tutte le erbacce, rovi e rifiuti vari che ormai sono parte integrante dell’arredo urbano della zona.

La domanda sorge spontanea: perchè realizzare una bretella stradale dal costo di 2 milioni e 500 mila euro per rendere più sicura la circolazione all’interno della zona industriale quando le strade sono e rimarranno in quella situazione? Non si poteva trovare una soluzione diversa e di minor costo, soprattutto in questo periodo di austerità in cui anche a livello comunale si continua ad aumentare la pressione fiscale? Sulla sicurezza stradale poi sarebbe bastato chiedere alle forze dell’ordine o ai servizi di emergenza sanitaria per scoprire che le strade su cui si registrano  maggiori e più gravi incidenti sono altre.

Eppure è qui che il comune ha deciso di investire la ragguardevole cifra. A vedere il percorso poi sorgono altre perplessità, perchè sostituire l’attuale rettilineo con un curvone? Perchè questa nuova bretella segue un tracciato che prima l’allontana dall’originario tratto per poi ricongiungersi alla stessa qualche centinaia di metri più in la? Secondo quale logica sono state fatte queste scelte? Il sospetto che mi sorge è che si sia voluto appositamente creare un isola tra l’esistente strada e la nuova bretella, sospetto avvalorato anche dal fatto che il nuovo tracciato pur attraversando in pieno diversi terreni privati ne aggira completamente uno che guarda caso occuperà l’80% dell’isola creata. Scommetiamo che prima o poi quel terreno, ora agricolo, cambierà destinazione d’uso?

Si potevano operare scelte diverse e di minor costo? Certo, sarebbe bastato allargare la strada esistente e porre, come fatto dall’altra parte del ponte ferroviario, uno spartitraffico che separasse la circolazione diretta da qualle interna, ma in questo caso non solo non si sarebbe creata l’isola ma il terreno ora in posizione favorevole sarebbe stato proprio quello più utilizzato. Si sarebbero risparmiati un sacco di soldi sia nella realizzazione del tratto stradale (decisamente più corto) sia nelle operazioni di esproprio. Allargando la strada gli espropri avrebbero interessato un paio di terreni, mentre nel tracciato adottato dal comune ne hanno coinvolti cinque. Aggiungo infine che il tracciato adottato attraversa vecchie lamie per il deflusso delle acque piovane e questo, come anche riportato nelle schede tecniche del progetto, rappresenta un “elevato rischio di alluvione per le eree circostanti”. Se mai dovessero verificarsi danni in relazione a queste opere sarà il comune a dover pagare, ovvero e ancora una volta noi tutti.

Categorie : Politica