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Zero privilegi

La finanziaria lacrime e sangue appena approvata che strozza i cittadini ma lascia completamente indenne la casta politica ha innescato un dibattito pubblico che solo apparentemente tenta di affrontare e risolvere la questione. I soliti ciarlatani politici accompagnati in coro da pennivendoli e blateranti conduttori televisivi a media unificati emettono una serie di suoni gutturali e di articoli sconnessi col solo obbiettivo di disinformare, confondere e far credere che ci si sta adoperando per rimediare a questa vergnognosa iniquità. Non a caso si moltiplicano sia in parlamento sia nelle varie regioni i progetti di legge per, dicono loro, ridurre quei privilegi con cui da decenni  e tutt’oggi ingrossano i loro patrimoni ed il loro potere sulle spalle dei loro concittadini. Come se fino ieri non sapevano nulla di tutto ciò, c’era bisogno dei titoli di giornale per rendersene conto.

Ma fermiamoci un attimo a riflettere. Privilegi è un termine generico, che cosa si intende veramente e quando si dice che si vuole ridurli in che misura si intende farlo? A contare gli articoli di giornale, i servizi televisivi e affini si dovrebbe essere portati a pensare che la popolazione sia ferratissima sulla tematica, invece, è l’esatto contrario. Provate a chiedere a chiunque vi capiti a tiro quanto ne sanno sull’argomento e sentirete solo balbettii e i soliti se non erro, mi pare di aver sentito, non mi occupo di politica. Provate poi a chiedere alle stesse persone che cosa sanno dell’omicidio di Melania Rea o Sara Scazzi ed ecco che i balbettii si trasformeranno in un inarrestabile fiume di parole. Dettagliati resoconti su cosa è successo (dove, quando e come), le indagini svolte (compresi i rilievi scientifici), le dichiarazioni dell’accusa, della difesa e dei familiari; persino io che non seguo in alcun modo queste vicende vengo quotidianemente informato sui fatti da parenti, amici e colleghi.

Questa disparità d’informazione non dipende tanto dall’interesse delle persone che pure mostrano una curiosità morbosa verso i fatti di cronaca, ma semmai dalla qualità dell’informazione e  dai particolari forniti. Se per ogni omicidio c’è un plastico ed ogni altro attrezzo utile a descrivere i minimi particolari, quando si parla di politica ed in particolare dei soldi della politica, generalizzazioni, urlatori, supercazzole e ogni altro mezzo è utile per non far capire l’argomento e cosa si vuol veramente fare. A dimostrazione che demagoghi e populisti abitano tutti nei palazzi del potere e dell’informazione.

I privilegi della casta sempre incrementati mentre ai comuni cittadini da anni si chiedono sacrifici lacrime e sangue sono l’emblema della vergognosa situazione in cui versa la politica italiana. Farci prendere per il culo accettando impassibili le chiacchere dei privilegiati è troppo. In Puglia, così come in Piemonte e Lombardia, ma anche Lazio e Sardegna comuni cittadini stanno predisponendo una proposta di legge regionale di iniziativa popolare denominata Zero Privilegi con la quale si intendono dimezzare i compensi mensili dei consiglieri regionali, abrogare il diritto ai vitalizi ed assegni di fine mandato, regolamentare con più precisione i rimborsi spese, abolire ogni altro privilegio non indispensabile allo svolgimento del proprio mandato. Per farvi un esempio in Puglia a titolo di rimborso spese per raggiungere la sede del consiglio regionale (Bari) i consiglieri regionali hanno diritto all’abbonamento annuale alle autostrade tramite viacard o telepass. Se considerate che chi vive in provincia di Bari difficilmente la percorre per recarsi in città e che nel brindisino e nel leccese di autostrade non c’è traccia capite bene che concezione hanno questi qua del termine rimborso.

In Lombardia la raccolta firme per Zero Privilegi è già in corso e terminerà il 21 Ottobre, andate su zeroprivilegi.org per maggiori info. In Puglia è previsto l’avvio per il mese di ottobre, state collegati su questo blog per tutte le informazioni necessarie oppure iscrivetevi all’apposito gruppo facebook.

P.S.: Se qualcuno poi oltre a firmare e dire la solita frase: grazie per quello che fate, vuole pure dare una mano non ha che da dirlo.

Categories:   Politica