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lug
14

Senso di responsabilità a chi?

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“La situazione è difficile, c’è bisogno di senso di responsabilità”, è ormai il ritornello più suonato in questi tempi su tutti i media siano essi giornali, radio o Tv. A cantarlo tutti in coro le solite facce da culo della politica nostrana, dai due mister B. (Berlusconi e Bersani) ai vari FiniCastelliRutelli per passare da DiPietroVendola con nonno Napolitano che non solo dirige il concerto ma invita gli Italiani tutti ad unirsi a loro nella fatale cantilena. Canta appresse a nuie ca te fa buono recitava una vecchia canzone di Bennato, guardacaso concittadino del nostro caro ed illustre Presidente.

Ma torniamo al senso di responsabilità. Quello che non mi è chiaro è a chi sia rivolto l’invito. Già perchè da come lo dicono pare proprio si rivolgano a noi comuni cittadini, della serie il momento è difficile, siate responsabili, stringete la cinghia, preparatevi a enormi sacrifici, ma soprattutto non rompete i gabbasisi, poco napoletano ma sicuramente eloquente. Si, siamo noi comuni cittadini che dobbiamo fare i responsabili, noi che tutte le mattine ci alziamo e andiamo a lavorare per uno stipendio che ci permette quando va bene di sopravvivere, noi che con i nostri miseri bilanci familari cerchiamo in tutti i modi di non spendere più di quanto guadagnamo. Noi medici, infermieri, insegnanti, collaboratori scolastici,operai e impiegati, poliziotti e carabbinieri, precari e cococo che nonostante tutto, tra migliaia di difficoltà mandiamo avanti questo paese. Già proprio noi che alla sera esausti dopo una giornata di lavoro riusciamo anche a trovare il tempo per giocare coi nostri figli o per aiutarli in quel compito che non sono riusciti a capire, senza far vedere che neanche noi non lo capiamo poi molto. Noi che passiamo giornate tra carte e sportelli vari per una cartella esattoriale impazzita mandataci dalla solita agenzia di strozzinaggio legalizzata. Noi che paghiamo regolarmente le tasse e se prendiamo una multa corriamo a pagarla non sia mai che.., noi che ci facciamo prendere dall’ansia di fronte ad una comunicazione del tribunale anche se siamo solo citati solo come testimoni.

Quindi NOI dobbiamo essere responsabili e sempre NOI dobbiamo fare sacrifici. LORO invece? Loro che hanno fatto fallire lo stato sperperando soldi in inutili e nefaste guerre, loro che continuano a finanziare i cancrovalorizzatori, loro che vorrebero spendere 22 miliardi di euro, la metà esatta dell’attuale manovra lacrime e sangue, per bucare una montagna e ditruggere la Val di Susa, loro che chiudono gli ospedali pubblici e ne costruiscono nuovi con i nostri soldi per poi affidarli in gestione ai privati, loro che vorrebbero fare il ponte sullo stretto ed hanno già speso un sacco di soldi sulla mai terminata Salerno – Reggio Calabria, loro che hanno inventato la precarietà e tolto ogni speranza di futuro a diverse generazioni, loro che…… LORO non devono essere responsabili, non devono fare sacrifici?

Hanno abilto le inutili e numerose poltrone delle Provincie che ci costano 135 milioni di euro all’anno? Hanno per caso, o anche per errore, eliminato i  mille privilegi, i lauti stipendi e le superpensioni di cui godono e che ci costano diversi miliardi l’anno? Hanno abolito, come chiesto in un referednum di qualche anno fa, i finanziamenti ai partiti che ci costano più di un miliardo l’anno? Hanno, non dico abolito, ma almeno ridotto i finanziamenti ai giornali di partito che ci costano svariati milioni di euro l’anno?

Siamo sul Titanic e, come da copione, i politici insieme ai prenditori italiani ed i soliti poteri forti interpretano alla perfezione la parte dei viaggiatori di prima classe che comodamente sedute sulle scialuppe di salvataggio indossando eleganti vestiti rigorosamente asciutti guardano con macabra soddisfazione i poveracci affogare. Ma almeno sul Titanic il comendante ha avuto l’orgoglio di andare a picco con la nave, qui invece il Presidente Napolitano dalla sua comoda scialuppa esorta i naufraghi prossimi alla morte ad essere responsabili e a sacrificarsi per il bene del paese (il loro).

Categorie : Politica