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Ministronza

Ricevo e volentieri pubblico

Perdendo un’occasione d’oro per stare zitta, il ministrodella gioventù Giorgia Meloni ha affidato alle cronache queste parole in libertà:
«Siamo qui per dire che sappiamo che essere ribelli significa avere il coraggio per costruire e non solo la rabbia per distruggere. E lasciatemi dire che mi fanno pena quei figli di papà che in Val di Susa per giocare a fare i rivoluzionari, ma sovvenzionati dalle amministrazioni e coperti dal potere politico, hanno tirato acido addosso agli operai, a gente che fa un lavoro difficile per poco più di mille euro al mese. Vergognatevi patetici borghesi viziati».

Di fronte a un tale cumulo di fesserie, il diritto di replica diventa dovere di verità

Primo: I valsusini sono anni che cercano di costruire una alternativa, politica, dal basso, coinvolgendo tecnici, ingegneri, sindaci, amministratori locali, e non è colpa loro se qualcuno ha distrutto la democrazia imponendo una soluzione senza alternative, governativa, dall’alto.

Secondo: I “figli di Papa” che hanno protestato in realtà erano cittadini adulti, e tra di loro c’erano anche molte madri di famiglia e perfino nonne.

Terzo: non risulta che questi manifestanti abbiano ricevuto sovvenzioni, forse il ministro Meloni si sta confondendo con i soldi elargiti che il suo ministero vorrebbe elargire a pioggia ai centri neofascisti di aggregazione giovanile, tra cui Casapound, Forza Nuova e Giovane Italia (già Fronte della Gioventù). Il tutto con un disegno di legge da 5 milioni di euro all’anno. “Non è simpatico nascondersi dietro i giovani e dietro il sostegno alle comunità giovanili per mascherare atteggiamenti e difetti di una vecchia politica… lei sta cercando di finanziare non politiche di sostegno per i giovani, ma la sua corrente, la corrente di Alemanno, il suo assessore regionale Lollobrigida che gestirà questi fondi…”. E’ quello che disse a Giorgia Meloni il deputato IDV Barbato il 7 luglio 2010 prima di beccarsi un pugno in faccia da un anonimo avversario politico presente in aula.

Quarto: quale sarebbe il potere politico che copre le proteste Anti-Tav? Quello dei sindaci della Comunità Montana contari alla Tav, osteggiati dai loro stessi partiti di appartenenza e ignorati dal Governo? Quello del sindaco di Torino, da sempre fautore della Tav? Proprio non riusciamo a capire.

Quinto: non risulta che operai dei cantieri siano stati ricoverati con ustioni da acido dopo gli scontri tra i cittadini contrari alla TAV e le forze dell’ordine.

E adesso le domande finali: chi è che dovrebbe vergognarsi? Chi è che risulta patetico per le menzogne che dice? Chi è la “borghese” che difende la borghesia del cemento e i furbetti del trenino? Chi è che si può permettere di insultare e calunniare perché ormai è viziata dall’impunità che le garantisce il suo ruolo di ministro?

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