iapra li  uecchie

Menu

A buon intenditor poche parole

Acqua: nella Regione governata da Vendola rincara il costo al metro cubo. Dopo la tassa fissa sulle ricette, l’aumento dell’irpef e l’addizionale di 3 centesimi per la benzina adesso è la volta del prezioso liquido trasparente.

I bilanci debbono essere in ordine, ma il loro equilibrio non può gravare sempre sui più deboli, almeno a parole. La Puglia da questo punto di vista fa scuola. Per risanare il buco della sanità e rimediare ai guasti di anni di malgoverno in continuo peggioramento sono stati varati provvedimenti che drenano denaro in modo indiscriminato. Un euro per ogni ricetta, il carburante, l’acqua.

A poche settimane dal referendum il governatore ha permesso un altra strana ‘manovrina’. L’Aqp, ex Acquedotto pugliese, farà crescere la tariffa dell’acqua di dieci punti percentuali entro il 2014 e nel 2015 un metro cubo costerà 1 euro 61 centesimi. Secondo le previsioni (del tutto inattendibili considerati i tempi lunghissimi) solo nel 2018 il prezzo scenderà di 1 centesimo, a 1 euro e 60.

Un’indagine realizzata da Cittadinanzattiva in tutti i capoluoghi per l’anno 2009 e centrata sullo studio del servizio idrico integrato per uso domestico (acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa o ex nolo contatori) ha scoperto che l’acqua pugliese è la più cara del Sud d’Italia e la quarta più costosa in assoluto dopo quella toscana, umbra ed Emiliana (tutte regioni governate dal centro sinistra).

La decisione dell’Aqp ha scatenato il centro destra. Il vicecapogruppo vicario del Pdl alla Regione, Massimo Cassano, ha dichiarato: “Chiameremo a raccolta tutte le associazioni dei consumatori, tutti i movimenti dell’acqua pubblica, tutti i cittadini pugliesi che non intendono farsi prendere in giro da Vendola. Questa volta staremo noi dalla parte di chi è stato con Vendola nel sostenere la campagna referendaria per l’acqua pubblica e per l’abbattimento del 7 per cento delle tariffe idriche. Dopo averli illusi e ingannati, adesso Vendola dice che in Puglia la bolletta dell’acqua non solo non sarà diminuita del 7 per cento ma dovrà aumentare”.

L’esponente del Pdl ha concluso: “Come si può prendere in giro i cittadini in questo modo: prima parla di acqua pubblica, prima chiama il popolo al voto referendario per eliminare il 7 per cento dalle bollette idriche e ora dice che lui in Puglia non lo farà perché deve fare i conti con la realtà? Ma questo è quello che dicevamo noi chiedendo alla gente di non andare a votare o di votare No al referendum perché senza quel 7 per cento in bolletta l’Acquedotto non avrebbe potuto più fare investimenti. Adesso invochiamo coerenza da chi come Vendola ha chiesto invece di votare per eliminarlo. Allora nei prossimi giorni avvieremo una serie di iniziative aprendoci al mondo dei consumatori e delle associazioni, per pretendere che Vendola sia coerente con se stesso e con il voto referendario che ha richiesto ai cittadini”.

Per una volta il centro destra non ha tutti i torti ed a poco serve la spiegazione del governatore. “È indispensabile fare i conti con la realtà per non precipitare nei burroni della demagogia: sull’Acquedotto Pugliese abbiamo deciso di intraprendere la strada dell’efficientamento e su quella proseguiremo. Per questo non abbasseremo le tariffe”.

Efficientamento? La poesia del governatore questa volta serve a nascondere dietro un terribile neologismo una scelta non del tutto accettabile. Ed a chi gli ha chiesto come mai le notizie sulle nuove misure  siano state data dopo il referendum e non prima, Vendola ha risposto con un berlusconiano: “Nessuno me le ha chieste”.

A buon intenditor poche parole.

Categories:   Politica