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Spegnete le tv, accendete i cervelli e andate a votare

La campagna di disinformazione sui quesiti referendari continua senza sosta e a reti unificate la strategia è chiara, non far capire nulla ai cittadini sperando così di non raggiungere il quorum. La propaganda al posto della informazione è il miglior modo per confondere le idee, diffondere dubbi ed evitare che i cittadini possano assumere una decisione e l’indecisione favorisce l’astensionismo. Il metodo è semplice, dopo settimane di assoluto silenzio ecco partito il tam tam mediatico in cui come sempre i rappresentanti dei vari schieramenti si confrontano su temi di cui non capiscono nulla o peggio ancora ti ritrovi a vedere una trasmissione come quella di ieri sera di Santoro in cui un presunto scienziato esperto di nucleare (a mio avviso un emerito imbecille) per la seconda volta di fronte ad un vasto pubblico ha avuto la possibilità di affermare una serie di castronerie senza senso e senza logica senza che dall’altra parte vi fosse un altro esperto in grado di smontare pezzo pezzo le sue assurde tesi. Possibile che un Santoro non sia stato in grado di trovare ed invitare in trasmissione uno tra i tanti fisici nucleari scientificamente contrari alla realizzazione delle centrali? Possibile che in nessuna trasmissione venga invitato a parlare un qualche esperto di produzione di energia da fonti rinnovabili? Perchè gli esperti di gestione dei servizi idrici sono esclusi dai dibattiti?

Queste semplici quanto basilari regole consentirebbero ai media di fare informazione e permetterebbero ai cittadini di capire di che cosa si sta parlando, qual’è la reale posta in gioco. Invece propaganda, da una parte chi incute paura verso il nucleare utilizzando allo scopo le tragedie di Chernobil e Fukushima, dall’altra chi te lo presenta come un male necessario e comunque il male minore tra le possibili opzioni quali il carbone ed il gas visto che le rinnovabili a loro dire non sarebbero assolutamente in grado di fornire la necessaria energia e ci farebbero tornare ai tempi delle lampade ad olio. Se non facciamo le centrali nucleari saremo costretti ad aumentare quelle a carbone che causano nel mondo 2 milioni di morti all’anno la tesi dei nuclearisti, dall’altra parte un politico che personalmente apprezzo nonchè medico di fama internazionale che se ne esce con: le radiazioni nucleari causano il cancro mica la carie, come se il carbone causasse la carie invece dei tumori. Tra gli spettatori residenti nei pressi di centrali a carbone tipo quella di Cerano sono convinto che ieri sera si è alzato un unico grido: ma vaffanculo coglione!

La stategia comunicativa è sempre la stessa non è possibile avere energia senza carbone, nucleare e gas come non è possibile alcuna gestione dei rifiuti senza inceneritori e discariche. Eppure basterebbe che un qualsiasi cittadino spegnesse la televisione e controllasse cosa c’è nei propri sacchetti della spazzatura per rendersi conto che è tutto materiale recuperabile (carta, plastica, vetro, organico, etc). Allo stesso modo se si cominciasse a spegnere la televisione per passare dalla propaganda all’informazione attraverso la parola di esperti con la steea facilità con cui è possibile aprire il sachetto della propria monnezza si saprebbe che la tecnologia consente già oggi la possibilità di programmare e realizzare nel giro di un decennio un sistema energetico autonomo ed efficiente senza utilizzare carbone, gas e tanto meno il nucleare. Un sistema senza centrali basato su piccoli impianti e piccole produzioni che messe in rete tra di loro possono garantire molta più energia di quella prodotta ora dalle numerose ed inquinanati centrali sparse in Italia ed Europa. Questo vuo dire mettere mano alla rete, rivoluzionarla perchè questa è stata realizzata per un flusso unidirezionale dalla grande centrale al consumatore; va quindi ristrutturata secondo un flusso multidirezionale dove ogni punto della rete è contemporanenamente produttore e consumatore. Una rivoluzione vera e propria perchè non solo garantirebbe autonomia energetica all’intero paese, ma ad ognuno di noi e questo non piace ai poteri economici e quindi ai soci politici. Un comitato d’affari che si sta impossessando di tutte le risorse indispensabili alla vita (energia, acqua, istruzione, salute) non solo per fare profitti ma soprattutto  per poter controllare e determinare la stessa possibilità di vita di ogni individuo.

Stesso tipo di propaganda sulla privatizzazione dell’acqua che secondo gli “esperti” televisivi rimarrebbe comunque pubblica perchè la privatizzazione riguarderebbe solamente i servizi idrici ovvero quelli che l’acqua te la fanno uscire dal rubunetto. Anche in questo caso spegnete la televisione e guardate sotto il lavandino. Quanti tubi arrivano? 10, 20, 30? No, uno solo e solo da quello può passare l’acqua che poi sgorgherà dal tuo lavandino. Il proprietario di quel tubo avrà il potere di decidere come, quando, se e a che prezzo fornirti quel prezioso quanto vitale bene.

Dulcis in fundus, spegnete le tv, accendete il cervello e il 12-13 giugno andate a votare.

P.S.: Per chi si dovesse già  trovare al mare purchè in Italia non è indispensabile tornare al proprio paese per votare, è possibile il voto fuori sede clicca qui per tutte le info necessarie. Anche questa era un informazione utile che i media potevano dare, ma evidentemente è una funzione che proprio non gli riesce.

Categories:   Informazione, Politica