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Di qua o di la

La maggior parte delle persone con cui ho parlato in questi ultimi giorni dopo avermi fatto i complimenti o espresso il proprio pensiero circa il risulatato elettorale del moVimento 5 stelle mi hanno posto la stessa domanda: e adesso con chi state, Pisapia o Moratti, De Magistris o Lettieri? Domanda scontata in un paese in perenne scontro tra Guelfi e Ghibellini, ma dalla quale si evince l’assoluta ignoranza in merito a cosa sia il moVimento 5 stelle e alle motivazioni che sono alla base della sua nascita.

Da anni gruppi di cittadini, sollecitati dal comico ligure, hanno cominciato ad incontrarsi e confrontarsi su vari argomenti; gente normale, cittadini comuni che sino a quel momento non avevano mai militato in alcun partito; senza alcuna ideologia precostituita hanno cominciato ad approfondire varie tematiche e ad elaborare una serie di proposte su ambiente, sviluppo, partecipazione democratica, informazione, rapporto politica/cittadini, etc con la speranza di dare il proprio contributo al bene collettivo e convinti di trovare nelle forze politiche orecchie in grado di ascoltare e fare proprie, almeno in parte, queste semplici idee. Col passare degli anni, però non si è potuto constatare altro che il fatto che la politica non solo non aveva alcuna intenzione di ascoltare i propri cittadini, ma addirittura manifestava una certa intolleranza nei confronti di questi soggetti rei di aver messo il naso in ambiti sino a quel momento riservati esclusivamente a loro. Destra, sinistra, centro e loro estremi non vi era differenza, la reazione di fastidio nei confronti di questi cittadini che ficcavano il naso nei loro affari e si permettevano pure di dire cosa avrebbero potuto fare era la medesima sia a livello locale sia  a livello nazionale. Proposte di inziativa popolare, refererendum, primarie sul programma invece che sul leader sono state tutte iniziative che hanno avuto un grande riscontro nella popolazione, ma che sono state completamente ignorate ed anzi viste con fastidio da tutti i leader politici nazionali.

Ma perchè questo fastidio da parte dei politici, quali erano questi affari su cui i cittadini non dovevano metter becco? Non limitandosi alle notizie che circolavano sui media questi cittadini hanno cominciato a seguire i consigli comunali, ad andarsi a leggere delibere e determine dal linguaggio astruso e spesso incomprensibile ed ecco apparire loro la cruda realtà: comitati d’affari dove politica, lobby e potentati vari si spartivano il bene comune. Un appalto a quello, uno a quell’altro e uno a quell’altro ancora; un assessorato a te, un assessorato a quell’altro, ed uno a quell’altro ancora e per le “opposizioni” c’era sempre una qualche commissione o una poltrona in una qualche municipalizzata. Il marcio ed il relativo lezzo traspariva in tutta la sua drammaticità in ogni angolo della cosidetta politica. Pensare di poter derattizare il sistema partendo dai partiti, prima fonte d’infestazione, era pura illusione, bisognava andare oltre. Unica soluzione possibile che i legittimi proprietari delle istituzioni, i cittadini, si riprendessero il controllo delle stesse.

Ecco nascere le liste civiche dove prima di decidere i candidati si decide il programma e lo si decide con tutta la cittadinanza, almeno con quella che ritiene di dover o poter dare un contributo, perchè in coerenza con le proprie idee sono i cittadini tutti che devono riappropriarsi del loro ruolo e non una cerchia ristretta di eletti. Ed è la coerenza la caratteristica principe di questo movimento, si dice in modo chiaro quello che si vuole fare e si fa ciò che si dice. Contrario ai rimborsi elettorali rifiuti i rimborsi (1 milione 700 mila euro), contrario a stipendi da nababbo riduci gli stipendi ai tuoi eletti, sei per l’abolizione delle provincie non candidi nessuno alle relative lezioni, etc.

Se, anche solo parte di queste idee e di questo modo di fare politica, fosse stato assunto da una qualche forza politica esistente queste liste, questo moVimento non sarebbe mai nato. I partiti si sono dimostrati una cloaca incapace di modificarsi e di rinnovarsi e i cittadini si sono visti costretti a scendere direttamente in politica. Assurdo oggi sarebbe far finta di nulla e schierarsi a favore di una qualche coalizione. D’altronde sono gli stessi sostenitori di una qualche parte a non essere molto convinti della loro scelta, perche se chiedi loro il perchè dovresti votare il loro candidato l’unica risposta in grado di darti è: per non far vincere l’altro. Sempre un voto contro. Prima o poi, ma dipenderà da tutti voi, avremmo la possiblità di esprimere un voto a favore.

Aderisci al moVimento 5 stelle - Ostuni

Categories:   Politica