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Rimborsauri

Pensate ai tagli alla sanità, alla scuola, all’università, alla cultura e a tutti i servizi che lo Stato, il terzo dell’Unione Eurpea per livello di imposizione fiscale, non eroga più o per i quali vi richiede un ticket e poi pensate al finanziamento pubblico ai partiti, pardon, ai rimborsi elettorali, che il finanziamento pubblico ai partiti è stato abolito nel 1993 con referendum.

Da quando è stato abolito, per effetto di una legge introdotta nello stesso 93 e poi aggiornata successivamente pro domo loro, “rimborsiamo” ora ai partiti oltre 10 volte in più di quello che li “finanziavamo” prima.

E per effetto dei meccanismi previsti dai simpatici legislatori il rimborso si eroga anche se la legislatura chiude anticipatamente.

Stiamo ancora pagando i 468,8 milioni di rimborso della legislatura Prodi durata neppure 2 anni. E riescono pure a farsi rimborsare ben più di quanto dichiarano di spendere. La Corte dei Conti fornisce questi dati: tra il 1994 e il 2010 le spese dei partiti per le elezioni politiche sono ammontate a circa 579 milioni di euro. I contributi erogati dallo Stato, però, hanno superato i 2,2 miliardi di euro, il 389% in più. Questo solo per le politiche, poi ci sono europee, regionali ecc. ecc, senza contare infine tutte quelle spese che ci accolliamo quando un leader con incarichi istituzionali se ne va in giro per l’Italia a sostenere i soci in affare. Forse nessuno ci riflette ma quando un Governatore tipo Vendola va a Milano, non per impegni istituzionali, ma per sostenere il condidato Pisapia, chi si accolla le spese di trasferta per lui e tutto il personale che si porta appresso tra staff e scorta?

Dite che potrebbero essere soddisfatti? Ma quando mai.

Alla Camera una proposta di legge, primo firmatario è Ugo Sposetti, ex tesoriere Ds, ora deputato PD, ma sottoscritta da altri 58 parlamentari multipartisan, dal Pdl all’Idv, passando per l’Udc (dove c’è partito, c’è grana) con la quale si vorrebbero altri 345 milioncini di euro da assegnare ai partiti tra ulteriori rimborsi elettorali e finanziamenti alle fondazioni culturali ai partiti legate.

Conoscete nessun precario, disoccupato, cassintegrato o con la pensione minima che possa dare un contributo a questi signori?

Forse solo una catastrofe naturale potrebbe estinguere i rimborsauri o, magari, una bella catastrofe a 5 Stelle.

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Categories:   5 stelle, Politica