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Civili e civili

Secondo logica, se fosse la logica a muovere gli eserciti, il potere finanziario, i camerieri della polica ed i giornalisti, sarebbero costituiti da tutte quelle persone che non vestono una divisa, militare o paramilitare e non sono impegnati in un conflitto armati fino ai denti.
Ma stiamo parlando di guerra e di fronte alla guerra ogni anelito di logica e di buon senso svanisce in una dissolvenza, facendo si che si entri nell’ambito dell’imponderabile, dove i contorni delle cose sfumano e la realtà si manifesta costituita da sensazioni soggettive assai poco reali.
Accade così che ci siano “civili” buoni che imbracciano lanciagranate per combattere l’odiato Gheddafi e civili cattivi che pur disarmati non meritano questo titolo in quanto appoggiano il dittatore…..

Civili che vivono nelle città occupate dagli insorti e possono aspirare (nel caso assai improbabile che ne fossero interessati) ad assurgere allo status di martire e civili che vivono nelle città sotto il controllo del Colonnello, diventando di conseguenza un pò meno civili degli altri, senza poter nutrire altra ambizione che non sia quella di trasformarsi in scudi umani.

Civili massacrati dal Raiss in maniera ignobile e civili uccisi dai bombardamenti alleati, perchè in maniera improvvida sostavano nelle vicinanze di qualche obiettivo sensibile.
Civili per i quali si muovono le portaerei dell’Onu e civili per i quali non si muove neppure uno straccio di giornalista che nutra la velleità di documentarne la carneficina.
Ribelli armati di tutto punto che diventano civili nel momento della propria dipartita e civili che non hanno mai impugnato un’arma, costretti in punto di morte a trasformarsi in lealisti e mercenari al servizio di Gheddafi.
Tutto ed il contrario di tutto, la guerra è una fucina di trasformazioni, all’interno della quale la verità è stata la prima vittima, uccisa da un cecchino con un colpo alla schiena.

Categories:   Politica

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