iapra li  uecchie

Menu

Tu chiamale se vuoi Emozioni

Dice che non mi devo far prendere dall’onda delle emozioni. Tranquilli: io me ne sto qui sdraiato e non mi smuove nulla. Nemmeno – pensate – il mega-tsunami giapponese con rischio nucleare incorporato. Pensate che m’abbia smosso in qualche modo? Mi dicono che non mi devo far prendere dalle emozioni e io me ne resto qui, apatico, acritico, abulico, a pensare che alla fine se la caveranno da soli. Non sono forse gli inventori di Goldrake? Non sono quelli che – sull’esempio di Oliver Hutton – continuano a giocare fino all’ultimo secondo dell’ultimo minuto di recupero speranzosi che, correndo su quegli sterminati campi da calcio a schiena d’asino, possono comunque ribaltare qualsiasi risultato? Sono delle pellacce, se la caveranno.
Io me ne resto qui, tranquillo tranquillo: nessuna emozione. Pensate che, zitto zitto, sono in guerra da una settimana. Niente di cui emozionarsi: qualche bombardamento, qualche raid, tutto estremamente inevitabile e umanitario. Per coerenza dovrei almeno ritirare dal balcone la bandiera della pace, che a star lì; in effetti si è un po’ tutta ingrigita per lo smog. L’idea di alzarmi per andare fin sul balcone togliere la bandiera… bah! Posso lasciarla lì; e le polveri sottili faranno il resto, confondendola col grigio del cemento. Tutto si sbiadisce piano piano e anche le emozioni, a pensarci bene, basta lasciarle decantare.

Da quando mi hanno dato il consiglio di non farmi prendere dall’onda dell’emozione va tutto molto meglio. Costruiscono centrali nucleari, bombardano la gente, fanno nuove leggi e io me ne sto qui sdraiato a fare zapping senza sentirmi troppo coinvolto. Pensate che una volta la gente decideva soltanto in base alle proprie emozioni. Pensate quanta confusione inutile provocata da chi vedeva calpestati i propri diritti, da chi voleva combattere per la propria libertà; di pensiero o di parola, pensate alle guerre di resistenza… tutta gente, ragazzi a volte (che amano la confusione e sono delle teste calde), che si facevano prendere dall’aspetto emotivo delle cose. Pensate a quelli che decidono di lasciare le loro sicurezze e se ne vanno dal loro paese ad aiutare persone sconosciute in posti sconosciuti, medici, preti, laici… per che cosa poi? Emozioni, solo emozioni. Forse è marzo ma anche mia figlia è tutta emozionata… corre al parco e quando torna a casa riempie di violette i bicchierini da liquore. Io le chiedo come mai e lei mi risponde che è contenta perché c’è il sole. A volte – penso – bastano le emozioni per cambiare il modo in cui percepiamo quello che ci circonda. A pensarci bene non c’è niente di vero che si faccia senza emozioni. Quando le emozioni non entrano nel conto vuol dire che si sta ragionando soltanto secondo criteri economici e di utile… tutte le cose in cui siamo veramente coinvolti passano per le emozioni, anche – pensa te! – votare quelle facce di culo (scusate! mi son fatto prendere dall’emozione) che mi dicono di non ragionare con le emozioni. Se non fosse stato per quelle promesse che mi hanno fatto, per i sogni che hanno blandito dal teleschermo, forse sarebbero stati costretti a trovarsi un lavoro vero….A forza di star qui sul divano a far niente mi è venuto in mente che quando mi dicono di non farmi prendere dall’aspetto emotivo vuol dire che hanno paura di come posso reagire e forse, ma solo forse..eh!, stanno cercando di fregarmi…Vabbé…sai che ti dico? Forse mi alzo.

Categories:   Società/Cultura

Tags: