Seguimi su facebook twitter Google + youtube picasa foursquare RSS
mar
28

Spie

Di · Commenti (0) Stampa Stampa · Vota

Ostuni 25 Marzo consiglio comunale, in discussione per la prima volta nella storia di questo comune una proposta di deliberazione di iniziativa popolare, argomento acqua bene comune senza rilevanza economica. Un cittadino accende la sua videocamera, vuole testimoniare con un filmato questo momento storico sia da un punto di vista democratico sia per l’argomento trattato, ma il regolamento lo vieta ed ecco che il presidente del consiglio, garante a giorni alterni delle regole, chiede l’immediato spegnimento dell’occhio elettronico. Doverosamente il cittadino si è sottomesso alle regole, perchè è così che si fa, le regole si rispettano, si possono criticare e ci si può impegnare per modificarle, ma comunque si rispettano. Stessa cosa dovrebbe fare proprio il presidente del consiglio comunale (20 mila euro annui). Va, infatti ricordato che la proposta d’iniziativa popolare in questione, in base alle regole vigenti comprese quelle indicate nello statuto, avrebbe dovuto essere discussa già diversi mesi fa, ma evidentemente questa regola è sfuggita al “caro” concittadino tant’è che ci sono voluti diversi solleciti, l’intervento del difensore civico e la minaccia di far intervenire il Prefetto affinché la proposta fosse discussa e sottoposta a votazione.

Ma al “caro” presidente non poteva sfuggire l’occhio indiscreto del cittadino e la ferrea regola che vieta le videoriprese durante il consiglio comunale, se non altro perchè il primo cittadino Tarzanella ha fatto notare la presenza di SPIE. Già, ha utilizzato proprio il vocabolo SPIE. Ma cos’è una spia? Secondo il vocabolario della lingua italiana la spia è “un agente incaricato di fare spionaggio” ovvero “ottenere segreti”. E che c’è di segreto in una pubblica assemblea?  Perchè tale è un consiglio comunale, una pubblica assemblea in cui si parla di problemi ed argomenti di interesse pubblico a cui chiunque può assistere. E in realtà non c’è nulla di segreto, ma da questa affermazione si può evincere la concezione che questi personaggi hanno della politica e dell’amministrazione pubblica divenuta in tutto e per tutto cosa loro di cui il cittadino non si deve occupare, per questo chi si presenta con videocamera per filmare e poi divulgare questi “affari loro” viene identificato come una specie di traditore, una spia appunto. Come se invece che in consiglio comunale qualcuno fosse andato a spiarli dal buco della serratura del cesso di casa loro, cosa sulla quale mi sovvengono dei dubbi quando sento negli interventi consiliari dire certe stronzate. Poi vanno in televisione e sui giornali ad urlare la massima trasparenza della loro attività e dei loro atti che vengono tutti pubblicati sul sito internet del comune (più corretto sarebbe dire: quasi tutte).

Nel programma a 5 stelle è prevista la ripresa e la diffusione via web in diretta sia del consiglio comunale sia delle riunioni della giunta comunale. In questo consiglio nessuno mai la proporrà come nessuno proporrà mai la modifica di quell’assurda regola che vieta le riprese, non sia mai che la puzza di marcio fuoriesca dal palazzo e i cittadini si rendano conto della presenza di cotanta merda.

Concludiamo comunque con una buona notizia visto che la proposta di inziativa popolare è stata accolta e quindi verrà inserito nello statuto comunale il diritto umano all’acqua, un affermazione di principio fondamentale ma che non ci deve far dormire sonni tranquilli. L’acqua è un grande business sul quale in molti hanno concentrato il proprio sguardo e la lotta per mantenerla bene comune senza rilevanza economica sarà ancora lunga e faticosa.

A seguire il testo della proposta di iniziativa popolare sottoscritta da 400 cittadini ostunesi (il doppio di quelle necessarie per la presentazione).

IL COMUNE di OSTUNI
PREMESSO CHE
a) L’acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro degli esseri viventi.
b) L’acqua costituisce, pertanto, un bene comune dell’umanità, il bene comune universale, un bene comune pubblico , quindi indisponibile, che appartiene a tutti.
c) Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile : l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico.
d) L’accesso all’acqua, già alla luce dell’attuale nuovo quadro legislativo, e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente, secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l’ambiente, rappresenta :
•    una causa scatenante di tensione e conflitti all’interno della comunità internazionale ;
•    una vera emergenza democratica e un terreno obbligato per autentici percorsi di pace sia a livello territoriale sia a livello nazionale e internazionale.

SOTTOLINEATO CHE
Su questa base condivide e aderisce alla proposta di legge d’iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”, e quindi ritiene necessario che il Parlamento proceda celermente alla sua discussione e approvazione.
IL CONSIGLIO COMUNALE DI OSTUNI S’IMPEGNA A :
1) riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico ;
2) riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del DLgs n. 267/2000 ;
3) nominare seduta stante, la Commissione consiliare con lo specifico compito di integrare/modificare lo Statuto secondo le indicazioni sopra specificate ed assegnare alla stessa il termine di gg.30 per la conclusione dei lavori da sottoporsi all’approvazione del successivo Consiglio Comunale ;
4) promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato attraverso le seguenti azioni :
•    informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l’acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali ;
•    contrasto al crescente uso delle acque minerali e promuovere l’uso dell’acqua dell’acquedotto per usi idropotabili, a cominciare dagli uffici, dalle strutture e dalle mense scolastiche ;
•    promozione di una campagna di informazione/sensibilizzazione sul Risparmio Idrico, con incentivazione dell’uso dei riduttori di flusso, nonché studi per l’introduzione dell’impianto idrico duale ;
•    promozione, attraverso l’informazione, incentivi e la modulazione delle tariffe, della riduzione dei consumi in eccesso;
•    informazione puntuale della cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche in ogni quartiere e contrada ;
•    promozione di tutte le iniziative finalizzate alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato nel territorio di propria pertinenza.

Categorie : Politica