iapra li  uecchie

Menu

Democrazia all’italiana

Questa storia dell’esportare la democrazia con le bombe comincia sempre più a preoccuparmi. E’ vero che sino ad ora l’attenzione è concentrata sui quei paesi ricchi di petrolio, ma prima o poi anche i paesi più ottusi come USA e Francia si renderanno conto che le ricchezze del futuro saranno sole, vento, arte, cultura ed ingegno ed in questi settori nonostante tutto rimaniamo il paese più ricco del mondo. Tante ricchezze in un paese tutt’altro che democratico e che vive, ormai da troppi anni, in una sostanziale dittatura: una dittatura non formalmente riconosciuta, ma fatta di tanti soprusi, ingiustizie e leggi costruite ad hoc per garantire determinati privilegi, fino ad arrivare ad una legge elettorale che consente ad un gruppetto di non più di dieci persone di nominare l’intero Parlamento e, di conseguenza, ogni altro incarico, pubblico e privato. Una cosa chiamata “democrazia” ma che di democratico non ha proprio niente.
Una strana dittatura che non sparge il sangue dei propri cittadini. Non direttamente almeno. Però i cittadini muoiono a causa di questa dittatura.

Muoiono mentre lavorano perché non si controlla la sicurezza nei luoghi di lavoro; muoiono sulla strada perché non si investe in formazione e sicurezza stradale; muoiono nelle carceri perché la situazione è talmente invivibile che le persone si suicidano; muoiono di malattie che non sarebbe necessario curare se si facesse una prevenzione seria; muoiono schiacciati dalla criminalità organizzata che invece di essere combattuta viene portata nelle istituzioni; muoiono perfino gli imprenditori che si suicidano perché non riescono a far sopravvivere le proprie aziende. I cittadini italiani muoiono perché questa dittatura non si preoccupa dei problemi delle persone ma solo di continuare a fare feste a sfondo sessuale, ingrassare i propri portafogli, garantire privilegi per una cerchia ristretta di persone.

Una dittatura in cui è permesso manifestare la propria protesta, basta poi non lamentarsi se si torna a casa con la testa rotta da una manganellata. Una dittatura che garantisce anche l’esistenza di un’opposizione, la quale, probabilmente in segno di gratitudine, se ne guarda bene dal mettere in difficoltà il governo.

Una dittatura solo apparentemente diversa da quella, purtroppo, presente in tanti paesi del mondo: Arabia Saudita, Cina, Corea del nord, Birmania, Libia e tanti altri. La vera differenza è che questi regimi non si nascondono dietro una maschera ipocrita, ma si mostrano per quello che sono. L’Italia invece si spaccia per democrazia e pretende di sedere al fianco di paesi autenticamente democratici almeno fino a quando questo converrà alle superpotenze.

Categories:   Politica

Tags:  ,