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Io ripudio

Nuovamente in guerra. Sempre contro i poveracci, sempre contro quei paesi che detengono ingenti riserve petrolifere. Sempre nascosti dietro stronzate del tipo “missioni di pace”, “esportazione della democrazia”, “pace e giustizia”. Sempre contro la Costituzione, perchè l’ONU non ha autorizzato i bombardamenti ma ha solamente imposto una no fly zone, perchè molti paesi soprattutto quelli territorialmente più vicini alla Libia, hanno manifestato con fermezza la loro contrarietà a questo intervento militare. Sempre contro quei paesi a cui, fino a qualche giorno fa, abbiamo venduto notevoli quantitativi di armi e strumentazioni belliche. Sempre contro chi, per interessi economici di pochi e non del paese, abbiamo descritto amico ed alleato piuttosto che sanguinario dittatore. Sempre pronti a metterci milioni di euro, quei milioni di euro che invece non ci sono mai quando si parla di scuola, sanità, innovazione, welfare, etc.

Nuovamente morte e distruzione che, come sappiamo bene, nella stragrande maggioreanza dei casi colpisce la popolazione civile piuttosto che militari e sanguinari dittatori. Sempre davanti ai nostri svavillanti televisori con le bocche aperte ma sempre silenziose, in attesa che ci comunichino il fatale errore delle armi intelligenti che hanno colpito un innocuo villaggio oppure un gruppo di civili in fila per approvigionarsi di acqua e cibo. Sempre pronti a far taciere le nostre coscienze ascoltando il Napolitano o il La Russa di turno che ci parla della legalità dell’azione, della necessità di questo intervento per difenderci dal terrorismo. Sempre pronti ad essere contro la guerra ed a favore della pace e per questo pronti a far la guerra per ottenere la pace. Sempre d’accordo (maggioranza e opposizione) quando si tratta di passare alle armi.

Il popolo Libico ha il diritto di manifestare il proprio dissenso al regime e di chiedere un miglioramento delle proprie condizioni democratiche ed il colonnello Gheddaffi ha il dovere di andare incontro a queste legittime richieste; queste le illuminanti dichiarazioni di questi ultimi periodi della nostra classe politica, quella stessa classe politica che ha consentito, perchè lo ha ordinato o perchè ha semplicemente taciuto o fintamente protestato, che le legittime richieste di studenti, precari, terremotati fossero zittite da polizziotti in tenuta antisommossa.

Il popolo Italiano può stare tranquillo circa la possibilità di essere colpito dalle armi in possesso del sanguinario dittatore libico, è la continua rassicurazione che tutti i politici continuano a diffondere tramite i media. Io, oltre al fatto che al momento sono preoccupato per i libici su cui scroscia una pioggia di missili, so che in questi anni abbiamo foraggiato la libia di soldi e di armi oltre ad aver addestrato i loro militari e sò anche, con assoluta certezza, che non posso in alcun modo fidarmi della classe politica Italiana.

Io ripudio la guerra, di qualsiasi natura essa sia e per qualsiasi motivo viene fatta, la ripudio come la ripudiarono i padri costituenti che la guerra l’hanno vissuta e sapevano bene che cosa fosse. Allo stesso modo ripudio l’intera classe politica italiana, senza eccezzioni, che non solo è sempre pronta a scendere in guerra nonostante ciò comporti la morte di migliaia di civili e di numerosi connazionali, ma che per gli interessi economici di pochi ha armato e arricchito numerosi sanguinari dittatori sparsi per il mondo.

Categories:   Politica