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La Costituzione della Repubblica Hitaliana 12

Il calvario elettorale

Art.70|

Il calvario elettorale è un esercizio sano e collettivo che deve svolgersi tenendo conto che “in amore e in guerra tutto è lecito”.

Art.71|

L’iniziativa di organizzare il calvario elettorale appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere, agli organi ed enti che vogliono usufruire di una via facile facile per farsi un bel gruzzolo speculando alle spalle dei contribuenti.
Il popolo deve starsene buono, lasciarsi centrifugare il cervello per tutto il calvario elettorale e alla fine andare e votare chi è riuscito a mentire di più e meglio.

Art.72|

Ogni lista elettorale deve essere presentata ad un’apposita commissione che si accerterà dell’avvenuto pagamento della tassa sulla candidatura per ogni singolo candidato.
L’introito della tassa deve essere utilizzato per fini di utilità sociale, come il pagamento dello stipendio agli psicologi che aiutano i figli produttori di armi a superare il trauma psicologico scatenato dal sentirsi ripetere ogni dì che il proprio genitore è un assassino.
L’iniziativa di promuovere le varie liste è riservata, per ogni singolo partito, ai segretari nazionali nell’ambito nazionale, ai segretari regionali nell’ambito regionale, ai segretari comunali nell’ambito comunale, ai segretari di circoscrizione nell’ambito circoscrizionale, al segretario dell’amministratore condominiale nell’ambito condominiale, al capo famiglia o di chi ne fa le veci nell’ambito della famiglia seduta a tavola a mangiare e guardare la TV. Il candidato esercita l’iniziativa di promuovere se stesso nell’ambito spazio televisivo a lui riservato nelle tribune politiche.
Art.73|

Il Presidente della Repubblica dà inizio al calvario elettorale col taglio del nastro di partenza della “maratona televisiva” a cui devono partecipare tutti i candidati.
Il vincitore può usufruire giornalmente di sessanta minuti di spazio televisivo, il secondo classificato di cinquantanove, il terzo di cinquantotto e così via fino al sessantesimo classificato.
I cittadini più ricchi, che in media sono i meno atletici, possono pur sempre cercare di corrompere i cronometristi.

Art.74|

I candidati che si classificano oltre il sessantesimo posto possono ottenere spazi televisivi presso le televisioni regionali.
In cambio, però, devono provvedere a pulire, allestire, mantenere, decorare, arredare, coibentare, pitturare, riscaldare e riempire di cimici e telecamere nascoste i seggi elettorali più vicini a casa propria.

Art.75|

Le sedi in cui votare possono essere allestite nelle scuole, con una conseguente interruzione del normale corso delle lezioni.
L’interruzione delle lezioni deve essere di un numero di ore il più breve possibile, per evitare una diminuzione delle vendite delle già citate industrie che producono medicinali per alleviare lo stress. In alternativa si possono cogliere due piccioni con una fava, debellando così anche l’annoso problema dell’astensione dal voto, allestendo le sedi elettorali in tutti i maggiori sex-shop hitaliani.
In questo caso, lo Stato s’impegna di fornire per ricordo a tutti i votanti un pupazzo gonfiabile, raffigurante il proprio candidato preferito.
Inoltre lo Stato, per chi avesse pure la pazienza di rispondere ai sondaggi degli exit-pool, s’impegna a fornire appositi ricordini extra, tipo forbici, fruste, borchie e simili.

Art.76|

I candidati, che non sanno di che farsene di un eventuale bambolotto gonfiabile a propria immagine e somiglianza, possono, via Internet, salvo particolari casi di narcisismo, devolverlo in beneficenza ai bambini poveri dei paesi sottosviluppati.

Continua…..(purtroppo)

Categories:   Politica